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Edizione provinciale di Ancona


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Gianni Taddei, 40 anni a suon di gol: "Arrivo a 200 e poi smetto"

Intervista all'attaccante della Vigor Castelfidardo, oggi a quota 189. Curiosità: ha giocato sempre con le squadre della sua città

CASTELFIDARDO. Il lupo perde il pelo ma non il vizio...del gol. Giovanni Taddei (foto) forse avrà qualche capello in meno in testa, ma non ha certo dimenticato come si buca la porta avversaria. Alla soglia dei 40 anni (li compierà il prossimo dicembre) è ancora decisivo con la maglia della sua Vigor Castelfidardo, che gioca nel campionato di Prima categoria B. Lo scorso weekend un suo guizzo è valso la vittoria contro la Filottranese, che ha avvicinato la squadra biancoceleste a tre soli punti dalla vetta. "A pensare che in un primo momento non mi sono neanche accorto di aver segnato, perchè pensavo che l'arbitro avesse fischiato un fuorigioco - dice il veterano bomber della Vigor - non so come si è sviluppata l'azione perchè ero coperto da due avversari, ma quando mi è arrivato il pallone l'ho colpito di collo pieno con il sinistro. In un primo momento non ho neanche esultato perchè pensavo che l'azione fosse stata interrotta, ma poi è scattata la gioia con i compagni. E' stata una vittoria importante per il morale perchè venivamo dalla brutta sconfitta di Camerano, e per la classifica che ci vede ancora in corsa per il primo posto".

Quello di sabato è stato il gol numero 189, tutti realizzati con le maglie delle due principali squadre della città della fisarmonica: con il Castelfidardo che oggi gioca in Eccellenza, e con la Vigor con cui milita dalla stagione 2008-2009. "Credo di essere uno dei pochi ad aver giocato sempre con le squadre della propria città - racconta Taddei - con il Castelfidardo sono cresciuto nelle giovanili, poi in prima squadra. Ricordo che a 18 anni giocavo ala destra, e come compagni di squadra avevo gente come Francesco Moriconi e Piattella. Giocatori che mi hanno insegnato molto. Qualche buona occasione non è mancata per salire di categoria, ricordo che una volta mi cercò la Recanatese che giocava in serie D, ma rifiutai. Forse ho sbagliato ma ho preferito restare al Castelfidardo che era appena retrocesso in Seconda categoria. Ho ritenuto giusto stare vicino ai compagni e risalire insieme a loro, anche se poi tutti quegli anni in Promozione è stata una tortura perchè non si riusciva mai a vincere il campionato".

Taddei non ne vuol sapere di appendere le scarpe al chiodo, almeno non prima di aver raggiunto un numero che ritiene importante. "L'obiettivo è quello dei 200 gol - continua il bomber che tutti chiamano Gianni -. Una volta che arrivo a questa cifra smetto, solo che negli ultimi due anni ho un pò ridotto la media e mia moglie inizia a pensare che è una scusa per prolungare la carriera. Daltronde il calcio è la mia passione, mi piace stare in gruppo e con i compagni indipendentemente dai gol e dalla presenza in campo. Se riesco a giocare quei venti trenta minuti bene, altrimenti nessun problema. Mi piace anche dare una mano ai piu' giovani, che a volte seguono i miei consigli. Purtroppo non c'è piu' la mentalità di un tempo, spesso racconto loro che se sono in campo a questa età è perchè bisogna fare sacrifici. Ed invece ho visto tanti ragazzi dalle buone qualità abbandonare il calcio dopo due partite non giocate, per poi ritrovarli qualche anno dopo in terza categoria. E' un vero peccato".

Taddei vuol provare a conquistare un altra promozione con la Vigor Castelfidardo, magari a braccetto con il Castelfidardo di Mobili. "E' difficile, ma non impossibile. Di sicuro me lo auguro - chiude Taddei - Per quanto ci riguarda stiamo a tre punti dalla vetta. E considerato che mancano ancora dodici partite e tanti scontri diretti tutto può ancora accadere. Nel bene ed ovviamente anche nel male, perchè con una classifica così corta ci vuole poco a scivolare in basso. Comunque con l'arrivo di Marincioni qualcosa è cambiato. Si è istaurato un buon rapporto giocatori - allenatore, si parla insieme per risolvere i problemi e e riesce a spronare la squadra. Si può conquistare qualcosa di buono, ma dobbiamo essere noi i primi a crederci".

(Mauro Nardi)

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  Scritto da La Redazione il 23/01/2014
 

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