Max Gabaldi: la testa in D, il cuore al triplete della Sangiorgese
Intervista all'attaccante sangiorgese protagonista (a suon di gol) con il Valfoglia

Nel campionato di Promozione girone A una delle più belle realtà del torneo è stata senz'altro il Valfoglia, che a chiuso a 43 punti ad un soffio dall'ingresso nei playoff. Uno degli elementi più rappresentativi della compagine fanese è stato l'attaccante Massimiliano Gabaldi (foto), 29 anni, che ha chiuso la stagione con uno score di ben 14 reti. Raggiunto telefonicamente il bomber originario di Porto San Giorgio, ridente località del Fermano, ci racconta brevemente la sua esperienza: "Ho fatto una scelta di vita, avevo bisogno di cambiare un pochino ambiente, ed anche per questioni lavorative mi sono sistemato nel nord della regione - racconta -. Mi sono trovato molto bene sia con l'ambiente che con il torneo in generale, dal livello tecnico notevole e molto combattuto. La nostra squadra in particolare non era pronosticata fra le protagoniste, ma abbiamo disputato una stagione davvero ottima".
Gabaldi, per il futuro quali sono i tuoi obiettivi?
"Avrei la possibilità di tornare a casa a Porto San Giorgio, con un lavoro che mi permette di potermi allenare anche il pomeriggio. Non nego che mi piacerebbe avere l'opportunità di un campionato importante come l'Eccellenza o addirittura la Serie D. Per ora mi sto guardando attorno, senza fretta, poi quando sarà il caso di stringere vedremo, se arrivassero proposte serie le prenderò in seria considerazione".
Con te non si può non parlare della Sangiorgese che ti ha visto protagonista alcuni anni fa.
"E' una parte del mio cuore, la città dove sono nato e cresciuto. Ho gioito da lontano quest'anno per la grande stagione conclusa con un piccolo triplete che ha riportato agli onori della cronaca una realtà storica del calcio marchigiano. Mi auguro che questa società possa riportare la squadra nelle categorie che merita una città grande, passionale e comunque affamata di calcio come Porto San Giorgio, spero vivamente che a breve si possa tornare almeno in Eccellenza".
Magari anche con il tuo contributo...
"Mai dire mai, chissà se un giorno le nostre strade si reincontreranno, per ora come ho detto vorrei tornare a qualcosa di più di una pur ottima Prima categoria, vorrei misurarmi con altre realtà, per il futuro sarà quel che sarà".
Scritto da Giuliano Santucci il 13/05/2014




