La verità di Possanzini: "Ecco perchè la Vis Pesaro mi ha esonerato"
Il tecnico di Loreto racconta le pressioni ricevute dal Direttore Leonardi nella sua breve esperienza vissina

L'esonero di un allenatore è sempre traumatico perché va comunque a sconvolgere un lavoro impostato, in alcuni casi da anni, ma nella vicenda Possanzini - Vis Pesaro vi sono degli aspetti che sfiorano il grottesco se non la commedia all'italiana. Per meglio approfondire l'argomento abbiamo raggiunto al telefono Matteo Possanzini (foto) che molto gentilmente ha risposto alle nostre domande.
Allora mister, immaginiamo il suo stato d'animo, come si sente?
"Sono amareggiato, deluso ed anche rammaricato perchè già dall'inizio dovevo capire che c'erano delle cose che non andavano. Al momento di gettare le basi per la stagione, sono stato informato che non avrei avuto nessun potere nè sul mercato nè sullo staff dei collaboratori, con la certezza di avere di fronte persone corrette e competenti, mi sono affidato alla loro esperienza. In sede di preparazione siamo rimasti senza il preparatore atletico, che era anche allenatore della Juniores e doveva quindi svolgere il suo lavoro. Mi è rimasto vicino il preparatore dei portieri, tra l'altro bravissimo, che senza alcun motivo è stato licenziato (da sei anni alla Vis, ndr) insieme a me e questa è una cosa che mi dispiace tantissimo".
Come procedeva il lavoro durante la preparazione?
"Alla grande. Abbiamo lavorato in maniera eccellente e la cosa che più mi rattrista è il non poter continuare a confrontarmi con un gruppo di ragazzi straordinari che mi hanno reso orgoglioso. Si sono messi tutti a disposizione, mi hanno seguito con entusiasmo ed anche coloro che, in questo breve periodo, sono stati meno impiegati mi hanno dimostrato tutto il loro apprezzamento".
La sconfitta in Coppa Italia, immaginiamo abbia messo in allarme la società?
"La sconfitta è arrivata in condizioni di inferiorità numerica dopo appena due minuti, ma nonostante tutto non avevamo fatto male. Era però normale che il Direttore mi chiamasse per espormi le sue idee ed il suo punto di vista, ma non che arrivasse ad incolparmi di tutto, mettendomi profondamente a disagio. Io ho il mio modo d'intendere il calcio e la società ne era consapevole, non posso snaturare il mio pensiero o ragionare con la testa di altri, non fa parte del mio carattere. Il nostro non è stato un incontro, ma un processo sommario con un colpevole già individuato e condannato per il modo di schierare la squadra, la formazione, gli schemi, ecc.., sembrava non andasse bene nulla".
Dopo questo incontro che sviluppi ci sono stati?
"Nessuno, fino a venerdì scorso quando mi chiama per dirmi delle cose che lui chiama "consigli" e che io sarei libero di accettare o meno. In pratica è una formazione con uno schema di gioco diverso da quello applicato. Sono rimasto sconcertato e perplesso, ma ho continuato a preparare al meglio la gara d'esordio in campionato. Con il dubbio nella testa ho chiesto un'incontro chiarificatore alla società, ma essendo a ridosso della gara, mi è stato risposto, giustamente, che la partita viene prima di tutto e che ne avremmo parlato il lunedì successivo".
Invece il lunedì è arrivato l’esonero.
"Esatto, ma vista l'atmosfera me l'aspettavo. Mi dispiace perché così facendo mi fermano per un anno intero ed a 31 anni non è piacevole. Mi chiedo solo perché la società, avendo la convinzione che non fossi il loro allenatore ideale, non mi abbia esonerato prima dell'avvio del campionato, permettendomi nel corso della stagione di trovare una nuova sistemazione".
Ti rimproveri qualcosa che poteva essere fatto in maniera diversa in questo periodo?
"Certamente di errori ne avrò commessi, ma sono stato sempre aperto al dialogo. Mi rimprovero di non essermi dimesso la settimana scorsa, quando vedendo l'andazzo avevo capito che non si andava lontano. Mi rimprovero la mancanza di coraggio in questa circostanza e l'aver accettato troppo alla leggera il veto sulla campagna acquisti e sullo staff. Diciamo che tutto fa esperienza e mi servirà per crescere da un punto di vista professionale".
Cosa ti lascia questa esperienza piuttosto traumatica?
"Come ti dicevo mi aiuterà a crescere e maturare. La cosa che porterò sempre nel cuore è lo straordinario rapporto instaurato con tutti i ragazzi, i quali, nessuno escluso, avendo fiutato l'aria mi hanno sempre spronato a non mollare e per parte loro hanno messo sempre tutto l'impegno e la passione possibili. Mi piace sottolineare che domenica scorsa a Scoppito per 70 minuti la gara l'abbiamo fatta noi, lo score era 10 angoli a zero per noi ed un gol annullato per motivi inspiegabili, poi il rigore ed è andata come sappiamo. Però il ricordo di questi ragazzi che anche dopo l'esonero hanno voluto dimostrarmi il loro affetto, mi rende orgoglioso e consapevole di aver trasmesso qualcosa d'importante".
Scritto da Giuliano Santucci il 10/09/2014

















