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Castelfidardo, Fermana, Frosinone...Eder: intervista a Mauro Chiodini

Il 35enne portiere, un passato tra i pro, si racconta

CASTELFIDARDO. Fermana, Frosinone, Eder. Tre indizi che di per se non sembrano indicare nulla ma che in realtà portano ad un calciatore, anzi un portiere, ben preciso. Parliamo di Mauro Chiodini (foto). Trentacinque primavere sulle spalle ma che non sembrano sentirsi affatto. Infatti l'estremo difensore del Castelfidardo è ancora protagonista di parate eccelse che permettono ai fidardensi di dormire sonni tranquilli nelle retrovie. Alle spalle una carriera ventennale, suddivisa tra Civitanovese, Fermana, Frosinone, Lanciano, Sorrento, Montegranaro e Folgore Falerone. Insomma ad un calciatore così le domande interessanti da chiedergli non mancano. Soprattutto se in tempi non sospetti ha giocato con un certo Èder Citadin Martins, noto come Èder.


Allora Mauro partiamo dal Castelfidardo. Domenica avete ottenuto un buon pareggio a Fermo. Dopo un avvio stentato state trovando quella continuità di risultati che chiedeva mister Dario Bolzan.
"Sì veniamo da due vittorie e due pareggi dopo aver avuto qualche difficoltà all'iniziale, dovuta principalmente all'incertezza su che categoria avremmo disputato. Quando sono arrivato a Castelfidardo, insieme a mister Bolzan ed altri giocatori della Folgore, sapevamo di questa possibilità dovuta al ripescaggio. Il fatto che la decisione sia arrivata una settimana prima dell'avvio del campionato ha creato un pò di difficoltà anche alla società per quel che riguardava la questione degli under in organico. Nonostante tutto la dirigenza si è mossa bene ed ha creato un bel gruppo. Detto questo la squadra ora sta facendo vedere il suo valore. I pareggi ottenuti in trasferta hanno lasciato sempre qualche rammarico, visto che con il Chieti siamo stati raggiunti sul finale e con la Fermana il pari è arrivato su un rigore generoso. Ma è già tempo di guardare al prossimo match contro il Monticelli. Sarà una sfida a viso aperto. In panchina hanno un ottimo allenatore come Nico Stallone ma dovremo fare punti per continuare così".

Paradossalmente, nonostante una carriera ventennale, hai avuto solo due assaggi di serie D mentre questa è la prima volta che giochi con continuità in questa categoria. Come ti sembra come campionato?
"È vero. Ho giocato in serie B, in C e ho disputato due campionati d'Eccellenza mentre in D ho esordito a 16 anni con la Civitanovese 20 anni fa, più una parentesi senza giocare due anni fa. Posso dire che da quello che vedo è un campionato molto equilibrato. La classifica è corta e ci sono tante squadre attrezzate. Nonostante sulla carta vi siano delle compagini superiori, penso al Fano, alla Samb o al Campobasso, in realtà anche loro stanno facendo fatica. Non esistono partite facili e vincere è sempre complicato."

A proposito dell'ultima partita. Hai affrontato la Fermana, di cui sei un ex. Hai giocato con i canarini diverse stagioni tra cui la famosa annata in serie B. Che ricordi hai di quegli anni?
"Bei ricordi sicuramente. Ho passato metà della mia carriera a Fermo. Mi ha permesso di giocare nel calcio che conta ed ho potuto vestire anche la casacca della nazionale under 20. Ho sempre il massimo rispetto per la società ed i tifosi. Anche domenica mi hanno applaudito in campo e mi ha fatto piacere."

Nella tua carriera hai anche militato nel Frosinone, dal 2005 al 2009, giocando con i gialloblu anche in serie B. Avresti mai immaginato un giorno di ritrovarlo in serie A, dove peraltro sta facendo bene?
"Se devo essere sincero ho sempre pensato che prima o poi sarebbe accaduto. Dietro c'è una società solidissima e già ai miei tempi c'era questa volontà. Il padre del presidente Maurizio Stirpe aveva questo sogno ed il figlio è riuscito a realizzarlo. È una società da prendere come esempio, dove c'è la grande passione della famiglia Stirpe. Spesso vediamo squadre che cambiano presidente quasi ogni anno, invece a Frosinone c'è una realtà solida e consolidata. Sono molto contento del cammino che stanno facendo e sono il loro primo tifoso. Questa estate sono stato anche invitato per la festa promozione in A e mi ha fatto molto piacere."

Proprio nella sfida di domenica tra Frosinone e Sampdoria, nei blucerchiati c'era un ex del Frosinone nonchè tuo ex compagno di squadra. Parliamo di Eder. Avresti immaginato che un giorno sarebbe arrivato in Nazionale?
"Eder è arrivato al Frosinone che aveva ventidue anni. Era molto giovane ma si intuiva che aveva delle qualità interessanti. Nella prima stagione si era dovuto ambientare ed aveva realizzato sei reti. Nella seconda stagione, invece, aveva sentito la fiducia della squadra e aveva disputato un campionato eccellente realizzando 14 reti. È sempre stato un ragazzo serio e volenteroso, pronto ad ascoltare i consigli dei compagni e dell'allenatore. Era destinato a qualcosa di importante e sono felice che sia arrivato a questi traguardi."

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  Scritto da Matteo Valeri il 19/10/2015
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