Intervista a Pero Nullo: "Fermana, d'ora in poi tutte finali"

FERMO. Ha provato con tutte le forze domenica a cambiare l’esito della gara con il San Nicolò: la quarta rete ha però tagliato gambe ed entusiasmo agli uomini di Mister Jaconi, e così l’esterno offensivo classe 1985 Matteo Pero Nullo approdato lo scorso dicembre in gialloblù non è riuscito a incidere come voleva sull’andamento del match, nonostante la sua prestazione personale sia stata un concentrato di abnegazione e vivacità.
«Dispiace tantissimo per la battuta di arresto interna: non era facile contro un forte avversario, ma abbiamo tentato di riaprire la gara nella ripresa, creando qualche occasione. Acqua passata, ormai, ma che ci serva da lezione. Il gruppo è già totalmente concentrato nel preparare al meglio la difficile trasferta di Agnone. Dobbiamo entrare in campo affamati come nei primi appuntamenti del girone di ritorno: quando sfoderiamo la convinzione e la cattiveria di cui siamo capaci, nessun obiettivo ci è precluso».
A proposito di obiettivi, appunto, dove pensi possa arrivare questa Fermana e cosa ti prefiggi a livello personale?
«Affronteremo la parte restante del campionato, fuori da ogni retorica, come se tutte le domeniche ci aspettasse una finale e con questo atteggiamento combattivo e determinato a maggio si faranno i conti. A livello personale, mi sono messo a totale disposizione del Mister e della Società: il mio compito è farmi trovare pronto, sia quando scendo in campo dal primo minuto sia quando magari subentro a partita in corso. Nelle occasioni in cui ho indossato la maglia canarina credo di aver destato una buona impressione: con umiltà e sacrificio, sta a me impegnarmi sempre di più e poter essere utile alla causa».
Hai iniziato la stagione in Eccellenza. Come ti sei trovato nel tornare in Serie D, con i nuovi compagni e nella città di Fermo?
«A Fermo ho trovato un ambiente sano e una città ideale per fare calcio. Il rapporto con i compagni è stato buono sin dal mio arrivo e avevo grande fiducia nello Staff tecnico. Non conoscevo il girone “F” della Serie D, in precedenza avevo sempre giocato in Toscana, Umbria e Lazio. Devo dire che lo trovo un raggruppamento molto equilibrato e difficile, bello da giocare. Logicamente rispetto all’Eccellenza il livello di qualità e intensità agonistica è molto più alto: a dicembre ero reduce da un infortunio, poi, dopo i primi giorni in cui mi sono allenato a parte, mi sono immediatamente aggregato al resto del gruppo. La Fermana è un’ottima squadra e credo che potrà dire la sua: ci sono ottimi giocatori, e spesso ora in panchina siedono elementi che sono un lusso per la categoria. Buon per il Mister che ora ha più alternative e per noi che ogni domenica dobbiamo rendergli difficile fare delle scelte. Per quando riguarda i tifosi, ritengo possano essere il classico uomo in più per noi, e sta appunto alla squadra aiutarli a starci vicino regalando loro gioie e soddisfazioni con i risultati».
E’ la tua prima intervista in gialloblù. Racconta qualcosa di te: atleta e squadra del cuore? Piatto e film preferito? Passioni oltre il calcio?
«Sono un tifoso della Juventus, e, come persona e calciatore, non posso che eleggere Alex Del Piero come idolo. Per quanto riguarda la mia vita al di fuori del calcio, sono un appassionato di rock, amo i film (“Amici miei” il mio preferito) e la lettura. Un’altra mia grande passione è la cucina, tanto è vero che spesso faccio assaggiare i miei piatti ai miei compagni. La mia specialità sono i risotti, ma me la cavo discretamente anche con la cucina internazionale, il sushi su tutto».
Scritto da La Redazione il 28/01/2016
















