Real Cameranese vs Portuali: "Ecco i fatti, chiediamo giustizia!"
La società del presidente Rossetti ripercorre gli eventi della gara con i Portuali Ancona

Dalla Real Cameranese riceviamo e pubblichiamo il seguente Comunicato Stampa, in relazione alla partita Real Cameranese - Portuali del 20/02/2016, sospesa dall'arbitro alla fine del primo tempo.
"La Real Cameranese alla luce dei prvvedimenti disciplinari presi dal Giudice Sportivo, in relazione alla partita in oggetto, precisa dopo aver presentato ricorso, quanto segue. La nostra tesi e' che l'arbitro non era tranquillo dall'inizio nel dirigere una partita cosi' importante. Il primo tempo si è svolto regolarmente senza particolari falli da parte di nessuna delle due squadre, nonostante questo, la poca tranquillità dell'arbitro era evidenziata da una prima espulsione decretata a un giocatore della nostra panchina che il direttore di gara individuava nel secondo portiere, senza peraltro fare il riconoscimento e senza individuare il numero di maglia. Caso singolare no? Poi tutto si e' svolto tranquillamente fino al 42' quando e' stato fischiato un rigore contro la nostra squadra, con ammonizione e poi espulsione del nostro difensore Belegni, per presunta protesta. L'azione era, secondo noi, viziata da un fallo di mano di un giocatore dei Portuali, questo episodio portava all'espulsione per proteste del nostro allenatore in seconda, per l'occasione anche addetto all'arbitro, Cecconi Juri. Tra questi fatti e la f'ine del primo tempo sono intercorsi 3 minuti senza particolari situazioni se non le vivaci proteste del pubblico locale. La poca tranquillita' dell'arbitro era a questo punto palese e sfociava nel fatto che prima di arrivare nel proprio spogliatoio, invitava i due capitani e gli allenatori a seguirlo per comunicare la sospensione della gara. Come possono testimoniare i protagonisti di entrambe le squadre, in tale frangente il nostro allenatore e il nostro capitano si dimostravano collaborativi, promettendo di riportare serenita' nello spogliatoio. Come promesso il nostro allenatore richiamava all'ordine squadra e dirigenti, alla presenza del dirigente accompagnatore Cecconi Juri, catechizzando i propri atleti invitandoli a concentrarsi sulla partita che poteva essere rimessa in piedi, evidenziando che l'arbitro sembrava in netta difficolta' e andava aiutato. Mentre il mister stava parlando, dallo spogliatoio si sono uditi, con enorme stupore di tutti, i tre fischi che decretavano la fine della partita. Questi i fatti, che possono essere confermati da tutti, avversari compresi. Il clima era caldo, come capita in tutti i campi dove si svolge una partita di cartello, ma niente di irregolare come possono testimoniare giornalisti ed addetti ai lavori presenti sul posto. Anche quando sono arrivate le forze dell'ordine non c'è stato nessun tentativo di aggressione. A noi non interessa la partita in se, ma la verità, non siamo dei santi ma nemmeno quei diavoli descritti dai provvedimenti e soprattutto non è un diavolo il nostro dirigente, nonché vice allenatore Cecconi Juri, stimato e rispettato da compagni ed avversari e con una carriera alle spalle che parla per lui. Cecconi non è mai entrato in contatto diretto con l'arbitro, dopo aver protestato vivacemente in campo è rimasto sempre dentro il proprio spogliatoio, fino al triplice fischio finale. A volte la verità è più semplice di quanto sembri, sarebbe stato meglio ammettere che l'arbitro non era sereno, siamo uomini, avrà avuto un attacco di panico. La ragionevolezza dice, ma non sappiamo se le regole lo consentano, che la partita dovrebbe ripartire dal 46' con i Portuali in vantaggio di un gol e di un uomo. Sarebbe un grande passo verso la verità e verso la credibilità. I nostri giocatori hanno faticato e sono in credito di 45 minuti con gli avversari. Così il campionato è falsato, per non parlare delle squalifiche che non ci hanno permesso di schierare la migliore formazione, sabato scorso contro l'Ankon Dorica. Se alla fine avrà la meglio la regola di punirne uno per educarne cento, avremmo perso l'ennesima occasione per essere credibili. Riuniamoci attorno ad un tavolo ed ammettiamo ognuno le nostre responsabilità, facciamo emergere la verità, non ci sono mostri da sbattere in prima pagina, ma solo uomini. Può capitare che i direttori di gara a volte possono trovarsi da soli con le loro fragilità, vanno aiutati ad ammettere le proprie debolezze".
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CAMERANO. A seguito delle pesanti sanzioni del Giudice Sportivo a carico dei tesserati della società Real Cameranese, riceviamo dal presidente Danilo Rossetti (foto), alcune puntualizzazioni in merito alla vicenda.
"Io pensavo che alla fine trionfasse il buon senso, invece il Comunicato Ufficiale odierno fa venire la voglia di mollare tutto, decisione che mi riservo di prendere a fine campionato per rispetto di giocatori ed allenatore. Oggi però ci sono due battaglie da fare, una in campo ed una fuori, e le faremo entrambe per far venire fuori la verità, specialmente ora che è stato coinvolto il nostro vice allenatore, nonchè ex capitano non solo della Real ma anche del Camerano calcio. Daremo battaglia lealmente in tutti i campi, siamo gente seria e tosta ne usciremo vincitori, perlomeno moralmente, perchè siamo dalla parte della verità e chi è dalla parte giusta non deve temere niente e nessuno".
LA SENTENZA DEL GIUDICE SPORTIVO
Squalificato per 2 anni Juri Cecconi, dirigente della società locale, inibito a svolgere ogni attività fino al 31 dicembre del 2017. In base al referto dell’arbitro Antonio Martiniello di Macerata nelle motivazioni si legge che dopo “una decisione tecnica assunta dall’arbitro” il dirigente “entrava abusivamente nel terreno di gioco protestando vivacemente e insultandolo. Alla fine del primo tempo reiterava negli insulti, rifiutandosi di consegnare le chiavi dello spogliatoio al direttore di gara mentre davanti allo spazio antistante gli spogliatoi si erano presentate due persone, non in distinta, che offendevano e minacciavano l’arbitro. Solo grazie all’intervento di un altro tesserato le chiavi venivano consegnate all’arbitro”. In questo frangente, il dirigente della Real Cameranese “faceva il gesto di colpire con un pugno l’arbitro, insultandolo ancora, minacciandolo e rifiutandosi di chiamare le forze dell’ordine, dietro richiesta dell’arbitro. Il direttore di gara, ritenendo non sussistere più le condizioni idonee per continuare la gara e ritenendo a rischio la propria incolumità fisica, decideva di sospendere definitivamente l’incontro. A questo punto Cecconi colpiva con un violento calcio alla gamba sinistra, all’altezza della caviglia, il direttore di gara che a fatica riusciva ad entrare nel proprio spogliatoio”.
Squalificato per 2 giornate il giocatore Ivan Cecconi, sempre della Real Cameranese, “per non aver collaborato fattivamente, durante l’intervallo, così come richiesto dal direttore di gara, in qualità di capitano, in occasione del comportamento tenuto da un dirigente locale e da alcuni estranei entrati nello spazio antistante gli spogliatoi”.
Ora la palla passa al Giudice Sportivo che emetterà il suo verdetto dopo aver analizzato il reclamo della Real Cameranese.
Scritto da La Redazione il 02/03/2016




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