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Edizione provinciale di Macerata


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Allegri, Giuntoli, la Scuola Italiana: il calcio di Fabrizio Castori

Una serata a Tolentino con l'allenatore che ha fatto vivere a tutti gli appassionati una stagione esaltante

TOLENTINO. Una serata diversa al Circolo Acli di Tolentino davanti a tanti amici, conoscenti e semplici curiosi che gremiscono la sala, per ascoltare le parole o semplicemente vedere da vicino un signore che partendo dalla provincia ha calcato da protagonista i campi di calcio della Serie A. Al centro della scena Fabrizio Castori che da pochi giorni ha visto svanire il sogno di restare nella massima serie con il suo Carpi. Una chiacchierata con spunti molto interessanti e la visione di un filmato che ha ripercorso i momenti salienti di una stagione comunque straordinaria. La curiosità dei presenti per le vicende di un uomo che sentono vicino e parte di loro, lo hanno seguito alla TV, alla radio e sui giornali e tutti nel loro cuore hanno fatto il tifo per quel Carpi che sfidava in una lotta impari gli squadroni metropolitani. Il suo modo di fare calcio ispirandosi alla scuola italiana forse troppo spesso sottovalutata, le ripartenze fulminanti dei suoi uomini sottoposti ad un lavoro massacrante in settimana al fine di colmare con la corsa e l'intensità l'evidente gap tecnico con le squadre migliori. “La Juventus ha un altro passo, molto forte la Roma ed anche il Napoli, secondo me anche l'Inter non era male e forse poteva fare di più, la classifica finale tutto sommato è veritiera”. Attimi straordinari come i due pareggi a San Siro: “Ma con il Milan alla fine potevamo anche vincerla”. L'arrabbiatura solenne di Allegri che resta in maniche di camicia dopo aver rischiato il gol: “Arrabbiato lui? Io ero arrabbiato, Lollo si era appena divorato il gol del 3-3 contro i campioni della Juventus, pensate come stavo io”. I due fatali errori dal dischetto di Mbagoku contro la Lazio: “Nello spogliatoio a fine primo tempo piangeva e voleva essere sostituito perchè alcuni “tifosi” lo fischiavano, gli ho detto che non l'avrei mai tolto e che doveva tirare fuori gli attributi e combattere, noi non ci saremmo arresi mai!”. Il traumatico esordio contro la Sampdoria: “Dopo 30' eravamo sotto di 5 reti, mi sono guardato attorno ed ho pensato che forse ero stato troppo ottimista, fortunatamente nelle giornate seguenti ci siamo ripresi ed abbiamo lottato fino alla fine”. Il rammarico più grande: “Nel girone di ritorno abbiamo fatto 28 punti, gli stessi dell'Inter, una media da Europa League, purtroppo alla fine è mancato un punto per la salvezza”.

Lo straordinario rapporto con il DS Cristiano Giuntoli: “Un conoscitore ed un appassionato di calcio come ce ne sono pochi. Lui ha creato il fenomeno Carpi e anche quest'anno prima che andasse al Napoli, avevamo impostato la squadra con pochi aggiustamenti, tutti provenienti dalla Serie B. Trattative avviate ma non chiuse, per correttezza verso chi lo avrebbe sostituito, poi arrivano altri che stravolgono tutto, portano 19 nuovi giocatori, smembrano la squadra e dopo poche giornate danno il benservito anche a me”. Dopo poco più di un mese il ritorno: “La società mi ha richiamato, con i miei preziosi collaboratori ci siamo rimessi al lavoro, nella sessione invernale del calcio mercato abbiamo reimpostato la squadra richiamando anche alcuni che erano stati ceduti e siamo arrivati ad un passo dal sogno”. Sanguigno, combattivo, mai banale, pane al pane vino al vino. Sarebbero tanti gli episodi, gli aneddoti, le curiosità da raccontare di quest'uomo che anche nei momenti peggiori non ha mai accampato scuse e ci ha sempre messo la faccia, meritandosi il rispetto e l'ammirazione di tutti gli appassionati del mondo del calcio.

 

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  Scritto da Giuliano Santucci il 04/06/2016
 

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