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Umiltà, corsa e cuore argentino. INTERVISTA a "Seba" Valdes

Dopo due stagione ricche di emozioni a Fermo si è trovato questa estate senza squadra. Scopriamo meglio la sua storia e le sensazioni di questo periodo lontano dal campo

Professione attaccante, provenienza Buenos Aires, Argentina, il suo nome è Sebastian Emiliano Valdes, attaccante tutta corsa e grinta. Nel 2009 un procuratore in Argentina vide dei suoi filmati e senza pensarci su due volte decise di portarlo con sé in Italia, da qui "Seba", come lo chiamano gli amici, non è più andato via. 118 presenze e 66 gol all'attivo per lui. Fontanelle, Hatria, Vasto, Celano, Giulianova, Civitanovese e infine Fermana, sono queste le squadre del bomber argentino. Dopo due stagione ricche di emozioni a Fermo Valdes si è trovato questa estate senza squadra. Scopriamo meglio la sua storia e le sensazioni di questo periodo lontano dal campo.

Sebastian, come stai vivendo questa estate? Dopo due stagioni alla Fermana nelle quali hai avuto modo di farti conoscere e apprezzare dalla piazza gialloblu ti trovi a fine agosto ad aspettare l'occasione giusta per rimetterti in gioco. Qual è il tuo desiderio per questa stagione ormai alle porte?

"È stata un' estate un po' particolare per me, non lo nego, a fine agosto sono ancora alla ricerca di una squadra e non è bello. Come faccio ogni fine campionato ho lavorato e sono rimasto in Italia allenandomi da solo, aspettando, se Dio vuole, che venga fuori qualche bella situazione che mi permetta di rimanere qui e fare la cosa più bella del mondo: giocare a calcio. Chi mi conosce sa che sono uno ottimista che cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno quindi non mollo e vado avanti ad allenarmi".

Nel 2009 per te la grande svolta, un procuratore ha visto un tuo DVD e dall'Argentina ti ha portato in Italia e poi per te Fontanelle, Hatria calcio, Vasto, Celano, Civitanovese, Giulianova e infine Fermana. Tra queste esperienze qual è stata per te la più importante? C'è una piazza nella quale vorresti tornare subito?

"Conservo ricordi positivi da ogni singola esperienza fatta. Ogni squadra, ogni piazza mi ha lasciato qualcosa di importante che porterò sempre con me. Le prime due esperienze con il Fontanelle e l'Hatria sicuramente sono state le più belle, ho molti amici da quelle parti, erano le prime esperienze in Italia e avere un buon impatto era fondamentale. A Vasto sono stato benissimo, è un posto meraviglioso, quell'anno abbiamo vinto i playoff e raggiunta la promozione, una bella soddisfazione per me. A Celano mi sono trovato benissimo c'erano un gruppo fantastico e gente molto accogliente, è stata la prima esperienza in D. A Civitanova è stato un anno travagliato ma come di solito accade il sacrificio paga e dopo tanta sofferenza ho avuto la fortuna di segnare il gol salvezza nell ultima giornata e sono emozioni che non si dimenticano. Giocare a Fermo è stato un onore, ha uno stadio meraviglioso, decisamente uno dei più belli nei quali ho giocato. Sono molto legato ai tifosi e ai miei ex compagni, un gruppo di professionisti e uomini veri. Per quanto riguarda le squadre nelle quali ho giocato in Argentina tornerei subito al Deportivo Riestra squadra che mi ha cresciuto come uomo e come giocatore... poi senza dubbi non posso non nominare la squadra per la quale faccio il tifo l' Huracan dove tra l'altro ho fatto il settore giovanile".

Cosa speri per il tuo futuro? Come ti vedi una volta appese le scarpette al chiodo?

"Spero come dicevo prima in una bella situazione dove cominciare una nuova avventura per dimostrare il mio valore e togliermi qualche bella soddisfazione. Una volta che smetterò mi piacerebbe allenare o fare l'osservatore per qualche società. In passato sia in Abruzzo che a Civitanova ho avuto la fortuna di allenare piccoli amici e allievi, due esperienze meravigliose che mi hanno lasciato tante cose positive e che mi piacerebbe un giorno ripetere". 

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  Scritto da Giulia Santarelli il 02/09/2016
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