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Edizione provinciale di Ancona


Intervista a Malavenda: il Piano, la Biagio e il "grande" Lelli

Il tecnico della squadra di Chiaravalle si racconta alla rubrica "Angolo Granata"

ANCONA. Gianmarco Malavenda (foto) si racconta all'"Angolo Granata", rubrica della società Piano San Lazzaro (pianosanlazzaro.it), ripartita in Terza categoria (girone D). Malavenda, oggi timoniere della Biagio Nazzaro in Eccellenza, in fondo in fondo ha il cuore granata.

Malavenda, se ti dico Piano San Lazzaro cosa ti viene in mente?
"Mi vengono in mente due anni bellissimi, a cui ne vanno aggiunti altri due successivi con la maglia dell' U.S. Ancona 1905. Io sono tra quei giocatori che hanno vissuto la fortuna-sfortuna del passaggio dal Piano San Lazzaro all'Ancona. Un cambiamento su tutti i fronti, passando dall'essere la seconda realtà cittadina ad alla principale squadra della città, e quindi dal giocare senza eccessive pressioni all'obbligo di vincere ogni domenica. Avevamo un'eccellente struttura societaria, con Andrea Marinelli Presidente, Andreucci Direttore Sportivo, Marco Lelli allenatore, Carbonari preparatore dei portieri e Pesaresi preparatore atletico. In Eccellenza era un'organizzazione che in pochi potevano vantare. Ricordo bene la telefonata che mi fece mister Lelli per annunciarmi il passaggio dal Piano all'Ancona. Stavo lavorando, pensavo chiaramente ad uno scherzo, e gli risposi... "Si oh, adesso siamo diventati il Real Madrid!". Ero a conoscenza dei problemi societari dell'Ancona, ma mai avrei pensato ad un epilogo del genere. Poi, con il tam tam di messaggi e telefonate con i compagni, presi coscienza che era tutta realtà. Diventammo davvero giocatori dell'Ancona. Ricordo che non tutti erano favorevoli a questa cosa. Ad esempio il presidente di allora, Principi, fu assai contrariato al fatto che il Piano dovesse “morire” così. Nonostante sia stato con il Piano per sole due stagioni posso tranquillamente dire di avere il cuore granata".

Sono stati anni belli?
"Meravigliosi, come ti dicevo la società era un modello. Una famiglia con basi solide, anzi solidissime. Uno staff eccellente e giocatori di alto livello, molti di noi con tantissima esperienza tra i professionisti. L'esempio più evidente era Emanuele Pesaresi, uno che può addirittura vantare presenze in Serie A e Champions League. Quella base fu lo zoccolo su cui si costruì la squadra con cui vincemmo campionato e Coppa Italia nel primo anno di Ancona".

Qual'era l'obiettivo del Piano?
"Andare in Serie D. Qualora ci fossimo arrivati sarebbe stata una favola simile al Chievo Verona che arriva in serie A. Eravamo pur sempre la seconda squadra di Ancona".

Che partite ricordi con affetto?
"Te ne cito due, la vittoria al “Recchioni” contro la Fermana per 1-0 con la rete di Mattia Santoni e la vittoria sul campo della Sambenedettese. Espugnare con il risultato di 3-2 il Riviera della Palme fu un'impresa epica. Ci presentammo allo stadio con i furgoni della società, avranno avuto vent’anni, quelli con cui i ragazzi del settore giovanile andavano a fare le trasferte. Gli inservienti ci scambiarono per tifosi e ci indicarono l'ingresso del settore ospiti. Ricordo a fine partita i giocatori della Samb in lacrime e la contestazione dei loro tifosi. Il calcio è anche questo, un quartiere di Ancona che batte una squadra gloriosa e dal passato nobile come la Samb. Queste due vittorie me le porterò dentro per sempre".

C'è qualcuno con cui ancora sei in contatto di quella squadra?
"Ho sempre legato con tutti all'interno dello spogliatoio. Se ti devo fare dei nomi ti dico Mattia Santoni ed Elia Santoni, Lorenzo Tenenti ed Emanuele Pesaresi, con cui collaboro tutt'ora nella mia esperienza attuale con la Biagio Nazzaro. Però ti ripeto, avevo un legame forte veramente con tutti".

Il giocatore con più talento?
"Beh, seppur a fine carriera Emanuele Pesaresi, certamente. E uno che poteva fare molto di più di quello che ha fatto in carriera era Giacomo Cercaci. Non si è mai voluto allontanare da Senigallia, la sua città, ed è un vero peccato perché aveva un talento fuori dal normale. Ricordo un gol meraviglioso fatto a Da Costa durante un'amichevole con l'Ancona, con tutti i tifosi presenti al campo a chiedere informazioni di lui. Non ha mai voluto fare quel salto di qualità che lo poteva portare a giocare per tanti anni tra i professionisti, rimanendo sempre nelle vicinanze di Senigallia. Lui aveva tantissimo talento e non l'ha sfruttato come avrebbe potuto".

Hai iniziato la carriera da allenatore?
"Si, ho iniziato lo scorso anno come vice di Lelli, per poi diventare primo allenatore questa estate quando il mister non ha potuto continuare ad allenare per problemi personali. E' stato proprio lui a spingermi a tuffarmi in questa nuova avventura da allenatore".

L'allenatore che più ti ha lasciato qualcosa?
"Marco Lelli. Ho giocato per lui 5 anni, prima nell'Osimana e poi nel Piano. Un ottimo tecnico, la sua capacità migliore è tenere unita la squadra, oltre a saper tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Avendolo anche conosciuto a livello personale posso assicurarvi che è una persona dal cuore d'oro. Un grande! Tante volte gli ho detto che avrei dovuto conoscerlo prima. E lui mi risponde sempre: "Lascia stare! Io facevo la Seconda categoria e te giocavi in serie C2... Meglio per te!". Alcuni gli ricordano spesso le tante finali che purtroppo abbiamo perso con il Piano, due finali playoff con Jesina e Civitanovese, ed una di Coppa Marche con la Jesina. In pochi ricordano però che ha vinto ben 8 campionati ed una Coppa Italia con l' U.S. Ancona 1905. E questo è giusto ricordarlo".

Poi la Coppa Italia Dilettanti. Erano tanti anni che non vinceva una marchigiana...
"Esatto, abbiamo vinto la fase nazionale. Scendemmo a Roma con 2.500 tifosi al nostro fianco e vincemmo contro il Marino 3-1. Che emozione!".

Che sogni hai nel cassetto come allenatore?
"Ho dovuto metterlo un po’ da parte il mio sogno nel cassetto. Per motivi familiari e lavorativi allenerò solamente qua in zona, non mi sposterò mai troppo lontano da casa".

Come sta andando il campionato della Biagio Nazzaro?
"In linea con le aspettative e con il budget a disposizione. Per ora siamo quarti in classifica ed abbiamo vinto la Coppa Marche di Eccellenza. Adesso ci affacceremo alla fase nazionale, speriamo di far bene".

Che legame avevi con il Presidente Marinelli?
"Con me si è sempre comportato eccellentemente, ha sempre mantenuto le parole date. Ha investito tanti soldi ed ha messo tantissima passione nel mondo del calcio. E' un vero peccato che ne sia uscito. Anzi, mi auguro vivamente di ritrovarlo presto nel calcio, di gente come lui se ne sente la mancanza".

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  Scritto da La Redazione il 26/01/2017
 

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