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Edizione provinciale di Ancona


GIANLUCA VS GIOVANNI. La prima volta contro dei fratelli Fenucci!

Tredici anni di differenza, l'uno ha allenato l'altro, lo scorso anno hanno collaborato a Fabriano. Entrambi sicuri: "Sarà una sfida speciale"

Fratelli contro a darsi battaglia in campo da calciatori non sono mancati nel calcio dilettantistico di casa nostra; di certo la sfida tra due fratelli in panchina è probabilmente una prima ssoluta che andrà in scena domenica ad Urbania. Protagonista Gianluca e Giovanni Fenucci, chiaravallesi doc, rispettivamente alla guida di Urbania e Biagio Nazzaro. Il primo è il tecnico più esperto in categoria, con tantissime piazze all’attivo, ripartito quest’anno dai giovani dell’Urbania per un progetto che lo ha affascinato. Il fratello Giovanni, 13 anni più giovane, è alla sua prima esperienza da allenatore nella sua Chiaravalle: lo stesso inizio di tanti anni fa anche per il fratello Gianluca, intorno a metà anni Novanta. Domenica per entrambi, di sicuro non sarà una sfida come le altre visto che si gioca proprio Urbania-Biagio Nazzaro.

GIOVANNI FENUCCI. “Con Gianluca ci ho giocato insieme da compagno di squadra – ammette - mi ha allenato e ci siamo affrontati da giocatore: l’ultima volta è stata due anni fa, io con la Biagio e lui da tecnico del Montegiorgio. Per un paio di mesi lo scorso anno ho collaborato con lui al Fabriano Cerreto, in particolare curando gli aspetti della fase difensiva. E’ normale che avrà un sapore in più e si vivrà un’emozione speciale in avvio ma poi io sinceramente credo che sia come tutte le altre. E’ la terza di campionato e per noi sarà difficile perché lui è preparatissimo e lavora molto bene. Ha una squadra giovane e con i giovani ha sempre tirato fuori il massimo”.

Una sfida affascinante e bella da vivere per un tecnico alla prima esperienza in panchina come Giovanni: “E’ veramente qualcosa di molto bello – conferma - e mi trovo bene. E’ stata una scelta ponderata ma con tanto cuore: l’ho fatta esclusivamente perché andavo ad allenare la Biagio dove ho iniziato e finito anche se sono stato lontano tanti anni. Sono partito a 14 anni e tornato a 38, sono stato fuori tanto tempo. Ho ritrovato tutto quello che avevo lasciato ma se ho fatto calcio è grazie alla Biagio, ne vado fiero ed orgoglioso”.

GIANLUCA FENUCCI. Emozioni speciali anche per il fratello maggiore Gianluca. “Pensavo fosse una qualcosa di normale. Forse quando ci sfidavamo da allenatore contro giocatore lui era meno emotivamente coinvolto. So cosa vuol dire fare l’allenatore: ai giocatori si perdonano più cose, da allenatore molto meno. Ci ho pensato molto in questi giorno. Non voglio essere banale ma i sentimenti non finiranno al fischio iniziale anche se cercherò di estraniarmi. Abbiamo bisogno di pensare al campo e alle cose da fare: emotivamente so che li vicino, le panchine sono al mio fianco, c’è mio fratello anche se dentro al campo si prova a vincere sempre”.

Su Giovanni il pensiero, sia come atleta che come tecnico, è ben chiaro: “Se Giovanni avesse avuto un procuratore di grido, avrebbe fatto almeno una dozzina di stagioni tra i professionisti. Ha frequentato quei campionati ben meno di quanto meritava. Non parliamo quasi mai di calcio: abbiamo vissuto insieme l’esperienza dello scorso anno, conciliando i tempi del suo lavoro. E’ un tecnico moderno che vuole proporre calcio. Va a cercare di fare risultato ma non snatura la sua indole di calcio come estetica. Mi dicono che per esempio non meritasse di perdere sabato scorso e anche all’esordio ha fatto vedere buone cose. E’ molto preparato per avere giocato ed è uno meticoloso in tutte le cose che fa: diciamo che è molto più pignolo di me”.

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  Scritto da La Redazione il 20/09/2018
 

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