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Edizione provinciale di Fermo


D'Annibali: Sig. Arbitro così non va! La Vis Faleria si farà sentire!

L'amaro sfogo del vice presidente dopo la gara di campionato persa contro il Casette d'Ete. Oltre gli errori è stato l'atteggiamento tenuto dal direttore di gara a indispettire la dirigenza portelpidiense

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera che ci è stata inviata dal vice presidente della Vis Faleria, Gianluca D’Annibali (foto), dopo la gara di campionato (Seconda E) disputata contro il Casette d’Ete.
Io sottoscritto Gianluca D'Annibali, vicepresidente dell'ASD Vis Porto Sant'Elpidio Calcio Faleria, scrivo questa lettera per segnalare quanto accaduto sabato pomeriggio nella gara fra Casette d'Ete e Vis Faleria, valevole per il campionato di Seconda Categoria girone E. Ovviamente, sin da domani, mi premurerò di discutere l'accaduto nelle sedi di competenza, ma intanto credo sia doveroso scrivere questa lettera per rendere pubblico l'accaduto e per tenere alta l'attenzione su fenomeni del genere, dato che potrebbero capitare (come ieri è accaduto a noi) a qualsiasi altra squadra. Tengo a precisare, prima di esporre i fatti, che quanto sto scrivendo non ha assolutamente nulla a che fare con l'ASD Casette d'Ete come società né tanto meno con i suoi giocatori, che hanno giocato onestamente la propria partita, probabilmente anche meritando la vittoria. Dico questo perché quanto verificatosi ieri non ha nulla a che vedere con il risultato finale, e purtroppo (lo affermo con sincero rammarico) ha poco a vedere anche con lo sport per come siamo abituati (e vorremmo), viverlo e concepirlo. La gara in questione è terminata per la mia squadra con il seguente bilancio: tre giocatori espulsi, non so con precisione quanti ammoniti, allenatore allontanato dalla panchina insieme al sottoscritto. Dopo tutto ciò, io mi sono sentito in dovere di entrare negli spogliatoi e fare i complimenti ai miei ragazzi per non aver perso la testa e per essersi dimostrati maturi, educati e rispettosi, restando lucidi e palesandosi intelligenti; beh, qualcosa (mi sia concesso dirlo) non torna. Ed i conti tornano ancora meno se i complimenti ai miei giocatori e al mio allenatore per i loro comportamenti, sono giunti anche da diverse persone che stavano guardando la partita in tribuna, in veste di semplici spettatori.

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Sabato sera ho ricevuto diverse telefonate da amici e conoscenti presenti alla partita, gente che mastica calcio e vive sui campi sportivi da oltre trent'anni, e tutti mi hanno detto (neanche si fossero messi d'accordo) la stessa identica cosa: “io è da trent'anni che sto nel calcio, ma una cosa del genere non l'avevo mai vista.” In ultimo, i conti continuano a non tornare se nello spogliatoio, a fine gara, tra giocatori, allenatore e dirigenti, ci si domandava se qualcuno per caso ricordasse di aver avuto (nella vita extra calcistica) qualche diatriba personale con l'arbitro della gara; il tutto semplicemente per cercare di trovare una spiegazione logica (seppure inaccettabile) al comportamento del direttore di gara. Sì, perché è proprio di questo che si parla in questa lettera che sto scrivendo: dell'atteggiamento e del comportamento del direttore di gara. Se non fossi stato in campo io personalmente, probabilmente faticherei a credere che non sia esagerato questo sfogo; ma ero in panchina ed ho potuto constatare in prima persona atteggiamenti di questo genere che vado a raccontare.

Al 15’ circa del primo tempo, il mio allenatore richiama (molto moderatamente) l'attenzione dell'arbitro su una valutazione a suo modo di vedere errata. L'arbitro si avvicina immediatamente con fare minaccioso alla panchina e gli dice che alla prossima parola lo allontanerà. Io, con molta educazione e senza né alzarmi dalla panchina né alzare la voce (mi è testimone chiunque era allo stadio), dico al direttore di gara testuali parole: “Va bene, ha ragione, però, visto che era una situazione poco chiara e visto che non ha il supporto dei guardalinee, secondo me avrebbe fatto meglio, nel dubbio, a fischiare”. La risposta dell'arbitro è stata la seguente: “Io non sono venuto qui, oggi, per rispondere alle sue domande!” E come se non bastasse, quando gli ho fatto notare che rispondermi con un simile tono mi sembrava esagerato e inopportuno, dato che io gli stavo parlando con calma, rispetto ed educazione, ha aggiunto, con atteggiamento provocatorio: “Guardi che io alla prossima parola che sento, non ho problemi a cacciare in blocco anche 4-5 componenti della panchina!”

Io domani mi recherò in Federazione e chiederò se tale atteggiamento sia considerato normale dai vertici arbitrali e federali. Inoltre chiederò se è normale espellere un giocatore solamente perché chiede che gli sia concesso un calcio d'angolo, anziché rimessa dal fondo, senza assolutamente pronunciare alcuna frase offensiva nei confronti dell'arbitro né facendo alcun gesto di protesta plateale. Chiederò, ancora, se è normale allontanare dalla panchina un dirigente (il sottoscritto) non si sa ancora, sinceramente, per quale ragione, e l'allenatore quando chiede educatamente all'arbitro per quale motivo per poi sentirsi rispondere: “Allora mister vada fuori anche lei”. Chiederò alla federazione se è normale espellere il capitano di una squadra solamente perché chiede all’arbitro le motivazioni di certe scelte. Chiederò per quale ragione, nel momento in cui il mio allenatore (uscito dal campo e sistematosi regolarmente fuori dalla recinzione, dietro alla panchina) cerca di comunicare con i propri giocatori seduti in panchina per dettare le sostituzioni da effettuare, l'arbitro ferma il gioco e minaccia di espellere tutti i componenti che cercheranno di comunicare. Chiederò, infine, per quale ragione non sia stato preso alcun provvedimento nei confronti di alcuni giocatori in campo e alcuni membri della panchina della compagine avversaria, che in maniera molto plateale, durante lo svolgimento della gara, hanno litigato (avendo o meno ragione, questo non sta a me giudicarlo) con persone del pubblico. Soprattutto, considerato che la cosa è stata fatta notare immediatamente all'arbitro dal nostro portiere, il quale si è sentito rispondere dal direttore di gara: “Perché, cosa sta succedendo? Io non sento nulla!”.

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Quest’ultimo punto che ho evidenziato, ripeto, non vuole assolutamente essere un attacco verso l'ASD Casette D'Ete (giocatori e allenatore compresi) poiché li reputo del tutto estranei ai fatti. Loro, ripeto, hanno disputato la loro onesta e dignitosa partita, senza rubare nulla e probabilmente meritando la vittoria. Questo punto voleva solamente sollevare la domanda sul perché un arbitro debba e possa applicare due metri di giudizio completamente opposti verso l'una o l'altra squadra...e sulla base di quali motivazioni ciò possa accadere. Prendendo atto che la cosa più giusta e saggia da fare, Sabato pomeriggio, sarebbe stata quella di dire ai miei giocatori di andare tutti a far la doccia e abbandonare la partita in corso, sfuggendo così a quella farsa che l'arbitro stava così teatralmente mettendo in atto, e considerando che non abbiamo effettuato tale gesto solamente per evitare poi conseguenti multe e penalizzazioni in classifica, torno a fare i complimenti ai miei giocatori, al mio allenatore ed anche a me stesso perché, nonostante tutto, siamo riusciti tutti a mantenere la calma e a non perdere la testa né nei momenti delle espulsioni e degli allontanamenti, né al termine della gara, dimostrando maturità, buon senso e intelligenza. Un'ultima cosa che cercherò di far capire in Federazione è che è molto difficile stare seduti in panchina e vedere in continuazione i propri giocatori più esperti e rappresentativi (gente che ha dietro le spalle quasi venti anni giocati fra Eccellenza e Promozione) che ti guardano e ti dicono “Presidente, cosa dobbiamo fare? Così giocare a calcio è impossibile”. Il tutto solamente perché un signore con un fischietto in bocca quel giorno ha deciso (non si sa per quale ragione) che le cose dovevano andare in determinata maniera (e non mi riferisco al risultato, ci tengo affinché questo sia chiaro).

Ho scritto questa lettera non con rabbia, né tanto meno con spirito di sfida o di scontro nei confronti degli organi competenti, bensì l'ho scritta con la frustrazione di chi dinanzi a certe situazioni si sente impotente, la razionale necessità di capire come certe cose possano accadere e la reale voglia di avere un confronto serio e costruttivo con gli organi competenti, nella speranza di poter far si che non si verifichino più situazioni del genere. Concludo dicendo che io accetto e accetterò sempre l'errore arbitrale (sono ragazzi, non sono robot), ma atteggiamenti come quello tenuto dal direttore di gara della partita in questione, credo debbano essere seriamente presi in considerazione ed esaminati con attenzione dai vertici arbitrali e federali; perché lo sport, ahimè, è tutt'altra cosa!

 

 

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CISALFA
  Scritto da La Redazione il 17/02/2019
 

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