Profili duro con Pennacchietti: "Il suo calcio non è propositivo"
Il presidente della Civitanovese risponde all'ex tecnico che aveva tuonato: "Io via perchè è mancato il rispetto dei ruoli. Atteggiamenti non accettabili e in contrasto con i valori che ho sempre rispettato in 30 anni di carriera"

CIVITANOVA MARCHE. In merito alle dichiarazioni recentemente riportate dai media locali e rilasciate dall'ex tecnico della Civitanovese, Marco Pennacchietti, la società rossoblù ritiene doveroso rispondere nel merito attraverso le parole del presidente Mauro Profili.
«È dovere della società vigilare sull’operato del tecnico, specialmente se giovane come lo è lui - esordisce il patron rossoblù -. Ovviamente la Civitanovese, intesa come società, dovrà crescere nel tempo cercando di perseguire gli obiettivi e di non commettere determinati errori, come quello di affidare una rosa importante ad un tecnico che sicuramente non trasmette determinazione ed un calcio propositivo ai propri giocatori. Avevamo scelto lui solo perché sembrava una persona mite ed era un ex calciatore legato alla città, invece purtroppo dobbiamo constatare che alle prime difficoltà e le relative critiche, mie e dei tifosi, ha deciso di abbandonare. È evidente che si è pentito della scelta fatta».
«Non dimentichiamo che dopo avere pareggiato con l'Atletico Centobuchi, Pennacchietti ha rischiato di non vincere a Porto San Giorgio ed ha pareggiato in casa contro il Montecosaro, senza mai cambiare né uomini, né modulo, né sistema di gioco e né, soprattutto, quell’atteggiamento spesso attribuibile a squadre più piccole, senza ambizioni e che badano solo a non subire. Nel calcio - prosegue il numero uno societario della Civitanovese - non si è mai appurato che un allenatore, che non ottiene risultati e che non produce gioco, continui a perseverare nella stessa direzione: ne è testimonianza l’ultimo pareggio a Treia con una prova assolutamente indegna. Ovviamente, la società prima di decidere se accettare o declinare le capricciose dimissioni, finte o meno, del signor Pennacchietti ha operato diverse valutazioni sempre finalizzate a sbagliare il meno possibile e se ha deciso di accettarle è perché avrebbe potuto e probabilmente dovuto, comunque, procedere all'esonero».
Sempre in riferimento alle dichiarazioni dell'allenatore di Porto San Giorgio rilasciate agli organi di stampa locali nella giornata odierna, Profili continua: «Mi sento di replicare che non si può pensare di riempire lo stadio con una striscia di pareggi in casa e con una squadra schierata solo per difendere. Il presidente non vuole fare l’ allenatore, non vuole e non può interferire con le decisioni tecniche e le mosse tattiche, ma non sono io quello che compie scelte illogiche e peraltro insistite caparbiamente senza giungere a dei risultati. Confronti tra allenatore e presidente sono all'ordine del giorno, pertanto abusare dei termini "rispetto e valori" credo sia inopportuno, ma anzi è un dovere del tecnico illustrare le scelte e, se di valori si parla, bisogna scomodare l’onestà per accettare gli errori e non ripeterli piuttosto che perseverare e regalare punti agli avversari. A Treia - spiega il presidente rossoblù - abbiamo giocato il primo tempo con un atteggiamento sbagliato e qualche giocatore forse era un po’ stanco. In quel caso, si sarebbe potuto fare un leggero turnover, visto e considerato che abbiamo una rosa di ben 24 giocatori. Soprattutto, dobbiamo tutelare anche i nostri giovani che stanno disputando un grandissimo campionato Under 19, come Catinari, Smerilli e molti altri, i quali non sono stati mai presi in minima considerazione. Dopo il pari abbiamo solo pensato a difenderci e questa cosa non mi è piaciuta. Abbiamo fatto una brutta partita, così come contro il Montecosaro e prima ancora a Porto San Giorgio. Cosa si aspettava Pennacchietti? Degli applausi? - evidenzia interrogativo e allo stesso tempo ironico il patron della Civitanovese - Avevo già avvisato Pennacchietti che bisognava cambiare mentalità e atteggiamento e non avere paure, tuttavia siamo scesi in campo per non vincere. Se in qualità di presidente ho usato un tono di voce alto durante la partita è solo perché ci tengo a non mollare e a portare a casa l’obiettivo finale. Pennacchietti sicuramente non è riconoscente nei confronti di questa città, altrimenti avrebbe dovuto apprezzare la fiducia che gli abbiamo dato al momento dell’ingaggio e successivamente riconfermata nonostante le scelte poco condivise (come quelle di impiegare calciatori fuori ruolo e addirittura di non impiegarne affatto degli altri), piuttosto che alimentare inutili polemiche».
«Così come si è impegnato in questa settimana a destabilizzare tutto l'ambiente tra interviste e dichiarazioni inopportune di "spogliatoio spaccato", si sarebbe potuto impegnare precedentemente in altri propositi. Forse - conclude amaramente ma con una punta di ilarità il presidente rivierasco - un allenatore giovane come lui si sarebbe aspettato che i tesserati ed i dirigenti si fossero recati sotto casa sua a Porto San Giorgio per pregarlo di rimanere al timone della squadra, ma se così fosse, è chiaro che non aveva una visione chiara, lucida e reale della situazione. Spero di aver chiarito una volta per tutte la questione e di aver archiviato il capitolo relativo a Pennacchietti. Adesso dovremmo pensare solo al campo. A tal proposito, con il ritorno di De Filippis, sono sempre più convinto che riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo».
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E’ tornato sui motivi che hanno portato all’addio alla Civitanovese Marco Pennacchietti che ha voluto chiarire le motivazioni che lo hanno spinto a mollare la presa: “Partiamo dal fatto che è stato un enorme dispiacere lasciare un gruppo eccellente di ragazzi con i quali stavamo lavorando per il bene della Civitanovese. Ultimamente qualche risultato era mancato ma la strada era quella giusta e c’era la possibilità di fare bene anche nei playoff secondo me”.
Poi si entra nello specifico della situazione che ha portato all’addio: “Si sono verificate delle cose completamente differenti rispetto ai valori che ho sempre avuto modo di vivere per trent’anni nel calcio. Atteggiamenti che non sono accettabili che soprattutto hanno finito sconfinare fuori dal proprio ambito: serve il rispetto dei propri ruoli e alcuni atteggiamenti che si sono venuti a creare io non li concepisco in primis e poi non li accetto. Problematiche importanti che, anche solo per un periodo breve di un mese, non è possibile passarci sopra perché sennò non è sport. Dispiace molto per il gruppo e per i ragazzi”.
Ribadisce il suo punta di vista Pennacchietti che alla Civitanovese è stato anche legato anni fa da calciatore: "Sono dispiaciuto per aver mollato ma quello che è accaduto va al di fuori di quello che io penso dello sport. Solo per puntualizzare e per evitare certe voci che si sentono in giro. Il dispiacere vero è anche per la piazza di Civitanova Marche perché c’è grande disinnamoramento e disinteresse totale verso la squadra da parte dell’ambiente e dei tifosi. Avrei voluto anche ricreare quella sintonia che c’era 9 anni fa quando giocavo li e c’era un coinvolgimento emotivo ben diverso poi completamente venuto meno anche per le vicissitudini che i colori rossoblu hanno vissuto. Se poi però viene meno il rispetto dei ruoli e delle persone...”.
Scritto da La Redazione il 01/03/2019















