VADESE. Orazi: "Un trionfo che appartiene a tutto il paese"
La promozione in Prima categoria cancella le amarezze di due anni fa e restituisce orgoglio a un’intera comunità

La Vadese torna in Prima Categoria e lo fa da protagonista assoluta. La squadra del presidente Mirko Andreoni conquista il girone A di Seconda Categoria al termine di una stagione dominata, sempre in testa dalla prima all’ultima giornata.
Un successo costruito con continuità, sacrificio e identità, che riaccende l’entusiasmo di una piazza storica, capace in passato di calcare anche i campi della Serie D. Una promozione che cancella le amarezze di due anni fa e restituisce orgoglio a un’intera comunità. A guidare questa cavalcata è stato Stefano Orazi, classe 1985, al secondo anno in panchina.
Mister, che sensazione lascia questa promozione?
«La sensazione è molto positiva, perché vincere un campionato è sempre qualcosa di entusiasmante. La Vadese non vinceva dalla stagione 2003-2004, quindi è stata un’emozione grande. È stata una festa per tutto il paese, per i ragazzi, per la società e per i tantissimi tifosi che ci seguono sempre con passione».
C’è stata una partita della svolta?
«Secondo me sì: la gara di ritorno a Tavoleto, dove abbiamo vinto 2-0. Eravamo in un momento di difficoltà, venivamo da un periodo complicato, ma lì la squadra è stata bravissima a reagire e a ripartire».
A chi dedica questo successo?
«Alla mia famiglia, che mi ha sempre supportato in questa passione: mio figlio e la mia compagna. Senza di loro sarebbe tutto più difficile».
Qual è stata la chiave della vittoria?
«Il segreto sono stati i ragazzi. Un gruppo di bravi ragazzi, soprattutto dal punto di vista umano. Sono stati intelligenti a non “rompere il giochino” nei momenti delicati: bastava poco per mandare tutto all’aria, invece sono stati davvero maturi».
E' presto per parlare di futuro?
«Adesso ci godiamo questo momento. Poi la società valuterà con calma. Sarà un campionato nuovo, più difficile, con stimoli diversi. Per il futuro ci sono ancora tanti punti interrogativi: è stata una stagione intensa che mi ha assorbito completamente, non ho ancora pensato a cosa verrà dopo».
Scritto da La Redazione il 04/05/2026
















