Cellini: "Sì alle partite a porte chiuse se serve per ripartire"
Il presidente del Comitato regionale: "Aspettiamo un indirizzo da Roma che ci consenta di terminare un'annata particolare"

L'emergenza Coronavirus impatta fortemente anche sul calcio dilettantistico marchigiano, che sta studiando come proseguire l'attività. Nel prossimo fine settimana, come già successo nella scorsa, non si giocherà dall'Eccellenza alla Terza Categoria, oltre che nei campionati giovanili e di calcio a cinque.
Il rebus principale riguarda le modalità di ripartenza di tutti i campionati che verranno stabilite martedì dal Consiglio Direttivo del Comitato Regionale recependo le indicazioni provenienti da Roma. Le parole del presidente del Comitato regionale Paolo Cellini (foto) sono indicative. "La decisione del Governo potrebbe non interessare solo il professionismo - afferma il presidente al Corriere Adriatico - ma avere riflessi anche per la nostra attività. Questo sta già avvenendo nelle regioni colpite per prime dal Coronavirus, dove le gare proseguono con un indirizzo preciso stabilito dalla Lnd. Tale principio potrebbe aprire prospettive per le nostre competizioni".
Giocare a porte chiuse? "Se si arrivasse a una forma adeguata al calcio dilettantistico si aprirebbe uno scenario nuovo - continua il presidente sempre sulle colonne del Corriere - fino a oggi non abbiamo avuto alternative all'adeguarci a provvedimenti imposti da autorità superiori. Il problema è di guardare avanti e di chiudere la stagione in modo regolare adattandoci a una realtà e un contesto che non sono più quelli tradizionali. In Comitato ci riuniremo all'inizio della prossima settimana per verificare la linea da prendere dopo il summit di lunedì a Roma con tutti i presidenti dei Comitati: se giocare a porte chiuse dovesse rivelarsi indispensabile per ripartire potremmo anche noi seguire questa strada. Aspettiamo un indirizzo da Roma che ci consenta di terminare un'annata particolare".
Scritto da La Redazione il 05/03/2020




