In caso di stop del campionato? La proposta di Leonardo Fontana
Laureato in Economia e Management, studia al masterSport Institute delle Università di Parma e San Marino

Studia al masterSport Institute delle Università di Parma e San Marino (master internazionale in strategia e pianificazione degli eventi e degli impianti sportivi), si è laureato in Economia e Management all’Università degli Studi di Milano e in seguito ha frequentato un altro master all'Università del Calcio di Roma.
Leonardo Fontana (foto) è un grande appassionato di calcio e si sta strutturando per farne una professione. "Sono felice di aver imparato ad apprezzare fin da piccolo quello dilettantistico, prima di quello professionistico - ci racconta - per questo devo ringraziare mio padre (Adino, patron della Vigor Montecosaro, ndr) che mi ha sempre portato alle partite con lui da piccino, ricordo che ero felicissimo di vedere il tifo della gente".
Fontana, qualche ricordo particolare di quando era bambino?
"Degli anni in cui ero bambino ho sempre conservato bei ricordi e mi sono sempre rimasti in mente dei flash di alcuni momenti, di alcuni campi sportivi del territorio e soprattutto della passione di alcuni anziani. Ricordo bene ad esempio un play-out tra Corridonia e Elpidiense di 16 anni fa quando il pullman dei tifosi viola si ruppe per strada e arrivarono tutti al Martini a partita inoltrata, a 8 anni ero triste che non si vedevano i tifosi al campo ed ero euforico poi quando sono arrivati. Basta una palla che rotola unita a una forte passione per emozionarsi. Oggi faccio parte del Consiglio Direttivo della Vigor Montecosaro, la squadra del cuore e do il mio contributo in una realtà piccola, ma ambiziosa e con persone eccezionali. Spero tramite i miei studi di poter coronare il mio sogno di fare di una passione un lavoro".
Come stai trascorrendo questo momento di "tutti a casa"?
"È un periodo particolare e difficile, in cui bisogna guardare in faccia la realtà, prenderne atto e comportarsi di conseguenza. Personalmente mi ero trasferito da poco per il master a Parma, ero rientrato a Montecosaro per la partita della Vigor del 22 febbraio, ma non sono più ripartito a causa dell’improvviso lockdown. Ora stiamo proseguendo quotidianamente con le lezioni in e-learning, ma purtroppo la situazione in ambito sportivo è necessariamente ferma, prima o poi recupereremo gli eventi live e le visite agli impianti sportivi che rientrano nell’offerta formativa. Nel frattempo sui social della Vigor mi sono divertito a creare una challenge per decretare con dei sondaggi il calciatore più forte che abbia mai vestito la maglia giallorossa, un piccolo trucco per aumentare un po' l’engagement".
Secondo te potranno ripartire i campionati?
"No, credo sia improbabile. È ovvio che ci piacerebbe ricominciare a giocare, ma ritengo sia molto difficile, non per una questione di tempi ma perché credo che ad oggi sia impossibile garantire sicurezza, speriamo lo sia ad agosto, lo scenario è ancora imprevedibile. La salute viene prima di tutto in questo momento e l’unica cosa da fare è capire come tornare in campo, non quando".
Come dovrà comportarsi il Comitato in caso di stop definitivo?
"Penso che il merito che deriva dalle attuali classifiche debba essere in qualche modo riconosciuto, non ritengo giusto che le persone che hanno fatto un’ottima stagione debbano vedersi cancellati i loro sforzi. Non credo sia equo che una società che si accinge a vincere il campionato (e non sarebbe promossa) sia molto meno premiata di una che ha fatto 4/5 punti (e non sarebbe retrocessa). La mia idea è semplice, che si vogliano o meno far retrocedere le ultime in classifica, le prime ed eventualmente le migliori seconde vanno promosse e i campionati andranno composti da numeri superiori di squadre. Facendo un ragionamento sui numeri marchigiani: in caso decidessero di non retrocedere nessuno dalla Prima Categoria e promuovessero in Promozione le prime quattro, ipotizzando inoltre promosse dalla Seconda Categoria le prime otto avremmo una prima categoria a 17 squadre, o a 18 se includiamo le 4 migliori seconde della Seconda Categoria. Anticipando di 2/3 settimane l’inizio dei campionati a settembre credo che questa sia una soluzione che possa limitare un generale malcontento e mi auguro che la LND stia vagliando questo meccanismo. D’altronde nel 2018/19 abbiamo giocato in una Prima a 17 squadre dove dopo i play-out è retrocessa anche la sest'ultima al fine di ripristinare i numeri, per cui non vedo perché non si dovrebbe ripetere questo sistema il prossimo anno".
Come sarà il calcio del dopo Coronavirus?
"Riguardo questa domanda si potrebbe parlare qualche ora, proprio sabato mattina è uscito un mio approfondimento su Calcio e Finanza dal titolo “L’impatto del Coronavirus sul calcio dilettantistico”. In breve dico che lo scenario ipotizzato dal Presidente Lnd Sibilia relativo a una riduzione del 30% di società dilettantistiche è tutt’altro che irrealistico. Inoltre nei campionati locali credo sia venuto un po' a mancare il senso di appartenenza e l’attaccamento alla maglia, in particolare dei ragazzi più giovani, non è possibile che il calcio sia considerato un sacrificio piuttosto che aggregazione e divertimento, troppo spesso si pensa ai rimborsi piuttosto che a dare il massimo. Speriamo che questo stop serva a far capire di nuovo a tutti i veri valori che hanno sempre permeato il dilettantismo. Un altro fattore critico riguarda l’affluenza agli stadi, sempre più vuoti. In particolare noto che non c’è un ricambio generazionale, è improbabile trovare giovani a vedere le partite. È necessario suscitare interesse, creare nuovi stimoli, nuove modalità per coinvolgere, per offrire un’esperienza a chi va al campo sportivo e soprattutto per convincere i ragazzi a seguire insieme la squadra del proprio paese. Personalmente sto già pensando a qualcosa per i più giovani".
Scritto da La Redazione il 14/04/2020

















