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L'ALLARME. "Finita la pandemia i bambini avranno danni per anni"

"Vi scrivo da una delle regioni in zona rossa con il cuore in mano prima che la voglia di lottare sparisca definitivamente. Sono allenatore e dirigente di uno dei tanti sport minori, considerati in questa pandemia di categoria Z. Non vi scrivo perché voglio denunciare la situazione di tutti i collaboratori sportivi che come me sono stati completamente dimenticati dal governo, ma lo faccio per chi da Marzo 2020 continua a subire gli effetti della pandemia senza diritto di parola: i più giovani.
Ho visto i ragazzi che alleno spegnersi dentro e perdere la motivazione, abbandonarsi alla pigrizia senza desiderare altro che passare il tempo a dormire o davanti a un videogame.
Ragazzi di 15 anni che prima della pandemia erano sempre presenti ad allenamento, ora rinunciano allo sport perché non hanno più obiettivi.
Ragazzi che vorrebbero partecipare agli allenamenti pomeridiani ma che non possono farlo perché le lezioni in dad sono state spostate negli stessi orari. Gli è stata negata la possibilità di socializzare con amici e compagni prima chiudendo la scuola e ora gli viene negato l'unico momento in cui possono sfogare la propria frustrazione in maniera controllata e costruttiva. Passano le giornate chiusi in casa (perché parliamoci chiaro, i bambini a 10-15 anni non vanno a correre se devono farlo individualmente), seduti davanti al computer o sdraiati sul letto.

Ho fatto dello sport la mia vita e ho sempre combattuto la sedentarietà giovanile e la dispersione nell'ambiente scolastico e sportivo. Sapete quanto è difficile ora vedere i propri ragazzi arrendersi senza poter fare nulla perché le restrizioni ti vietano qualsiasi cosa? Anni e anni di duro lavoro per far comprendere l'importanza dello sport e delle relazioni in una squadra, sfumano in un secondo.
Come faccio a convincere a non arrenderti se non ha più voglia di fare sport, senza poterti offrire in cambio speranze, obiettivi futuri come partite o tornei, senza allenamenti in presenza e senza i compagni ad aspettarti al campo?
Ma soprattutto, cosa dite a un bambino di 12 anni quando vi chiede perché l'amico in classe può allenarsi come prima, solo perché iscritto a un campionato di interesse nazionale per uno sport diverso, mentre invece lui no? Ci sono sportivi di categoria A e categoria Z. Perché un ragazzo che ha scelto uno sport non riconosciuto o troppo giovane per iscriversi in una categoria di interesse nazionale non ha gli stessi diritti di fare attività sportiva di chi può continuare ad allenarsi come prima?
Ho il timore che, una volta vinta la pandemia e tornati alla normalità, i danni causati a bambini e ragazzi continueranno per parecchi anni. E nessuno ne parla, come se i problemi di un'intera generazione non fossero abbastanza importanti.
Voi siete voce, e spero che questa voce possa raccontare questa storia e possa cambiare qualcosa. Fosse anche per un solo bambino. Grazie, uno dei tanti fan delle nuove generazioni".
Lettera pubblicata da un lettore di fanpage.it

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  Scritto da La Redazione il 20/03/2021
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