PORTO SANT'ELPIDIO. Ripa: "Così ricostruiremo l'identità del club"

Un progetto fondato sul territorio, sul settore giovanile e sul senso di appartenenza. Sono questi i pilastri del nuovo corso del Porto Sant'Elpidio, illustrati dal coordinatore generale Roberto Ripa, ex difensore che proprio in biancazzurro iniziò la sua carriera prima di arrivare fino alla Serie A con Bari e Perugia.
Ripa ha raccontato come sia nata l'idea di rilanciare il club: «Tra marzo e aprile sono stato contattato da alcuni imprenditori locali che da sempre hanno a cuore le sorti del Porto Sant'Elpidio Calcio. Mi hanno chiesto la mia disponibilità a iniziare un nuovo percorso qualora si fosse formata una cordata per rilevare la società. Ho dato la mia disponibilità, avendo in mente un programma ben preciso. Da lì in poi le cose si sono sviluppate in modo concreto e, insieme a questi imprenditori, abbiamo rilevato la società».
Il cuore del progetto è rappresentato dalla valorizzazione del vivaio. «Il programma che ho esposto è incentrato sullo sviluppo del settore giovanile, legato a una prima squadra capace di ritrovare la vera identità di Porto Sant'Elpidio. L'obiettivo è programmare il futuro partendo dal vivaio, creare opportunità per i giovani più interessanti e dare vita a una prima squadra che sia un modello e un esempio per i nostri bambini che iniziano».
Il coordinatore generale ha poi spiegato come, in pochi mesi, sia stata costruita una nuova struttura societaria: «Siamo riusciti a creare una struttura solida con Fabio Stortini presidente, affiancato da Maurizio Esposito e Gabriele Vesprini, oltre a un gruppo di imprenditori che rappresentano il cuore del progetto. Il team operativo sarà composto da me, dal direttore sportivo Alessandro Cannoni e dal responsabile del settore giovanile Uriel Vallasciani».
Per Ripa la prima squadra dovrà diventare il naturale sbocco del percorso di crescita dei ragazzi del vivaio. «Ho proposto di investire su un settore giovanile d'élite affinché la prima squadra diventi lo sbocco naturale per i nostri ragazzi. Il sogno è che possano compiere qui il loro percorso e poi, come è successo a me, spiccare il volo verso categorie superiori. Vogliamo un vivaio forte, in cui l'educazione calcistica cammini di pari passo con quella sociale: formare prima gli uomini, poi i calciatori».
Anche il rapporto con la città sarà centrale nel nuovo corso del Porto Sant'Elpidio. «C'è tanto entusiasmo, sia da parte nostra sia all'esterno. Il trend che stiamo portando avanti mette al centro l'orgoglio di essere cresciuti a Porto Sant'Elpidio, valorizzando quel forte legame di identità con il nostro paese».
Tra le prime iniziative ci saranno interventi concreti a sostegno delle famiglie e una campagna abbonamenti per riavvicinare il pubblico. «Avremo iniziative per supportare le famiglie del settore giovanile che scelgono di impegnarsi con noi. Vogliamo riempire gli spalti e dare davvero a tutti la possibilità di stringersi attorno alla squadra della propria città».
Infine, uno sguardo alla prima squadra, che sarà costruita con un giusto equilibrio tra esperienza e giovani. «Sarà una squadra che avrà il giusto equilibrio tra giovani ed elementi più esperti. La cosa importante è formare i nostri ragazzi e prepararli alle sfide del domani, nello sport come nella vita».
Scritto da La Redazione il 19/07/2026
















