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Come le nuove norme potrebbero riportare le slot machine negli stadi

In questo settore l’Italia ha sofferto una cesura verticale nel 2018. Prima di quell’anno gli stadi di calcio erano popolati, oltre che da dal pubblico, da una abbondante, e vivace, pubblicità delle varie aziende di gioco d’azzardo. Con l’arrivo del ‘Decreto Dignità’ è avvenuta per l’Italia una stravolgente perdita di sovranità: il divieto della pubblicità del gioco d’azzardo sui mass media e negli impianti sportivi. I marchi più noti delle compagnie di scommesse e dei casinò sono scomparsi e i loro logo, che decoravano maglie, cart, e display, non ci sono più, trasformando il calcio italiano dal punto di vista visivo.

Il decreto dignità e il suo impatto

L’intento principale del Decreto Dignità era di mitigare le crescenti preoccupazioni riguardanti il gioco d’azzardo problematico in Italia. L’intento era corretto, ma il Decreto Dignità ha creato sostanziali difficoltà finanziarie per i club di calcio che si erano abituati a fare affidamento sui ricavi provenienti da contratti di sponsorizzazione con operatori di gioco d’azzardo. Molte squadre, e specialmente i club di medio livello e quelli più piccoli privi dell’appeal globale necessario per attrarre sponsor alternativi, hanno faticato a sostituire questi contratti redditizi. Alcuni fan di giochi d’azzardo tradizionali come book of ra deluxe si sono ritrovati a non vedere più pubblicità per i loro giochi preferiti durante le partite, segnando un cambiamento più ampio all’interno dell’Italia riguardo al rapporto con il contenuto del gioco d’azzardo nel dominio pubblico.

La pressione economica spinge a riconsiderare

A ben cinque anni dalla messa al bando della pubblicità, le situazioni economiche costringono i legislatori italiani a rivedere gli approcci. I club di calcio si sono sempre battuti in difesa di un indotto, con alcuni stimatori che prevedono una perdita di 30-50 milioni di euro l’anno soltanto per la Serie A. Questa pressione finanziaria è peggiorata durante il periodo di pandemia di covid-19, dove stadi vuoti e ricavi televisivi non riuscivano a superare il conteggio dei ricavi da ‘matchday’.

Il governo italiano ha iniziato a affondare le mani nel ‘decreto’ tentando di ristrutturare l’architettura sul come controllare la pubblicità sul gioco d’azzardo in determinati ambiti. Economisti sportivi mettono in evidenza che l’applicazione della pubblicità negli stadi con restrizioni sui media di trasmissione potrebbe a tutti gli effetti ottenere un’armonia tra salute e economia.

Il quadro normativo proposto

Le attuali proposte si concentrano su quadri normativi che sono di gran lunga più rigorosi rispetto a un semplice revoca del divieto. Gli elementi chiave includono messaggi obbligatori di gioco responsabile che costituiscono non meno del 20 percento di qualsiasi pubblicità, restrizioni temporali su quando possono essere mostrate le pubblicità e il divieto di qualsiasi contenuto che potrebbe attrarre spettatori minorenni o glamourizzare il gioco d’azzardo.

Gli esperti del settore si aspettano che eventuali nuove regolamentazioni creeranno un sistema di certificazione per quegli operatori di gioco d’azzardo che desiderano fare pubblicità all’interno degli stadi. Le aziende saranno tenute a dimostrare il rispetto degli standard di gioco responsabile e a partecipare a programmi controllati da fondi mirati a prevenire il gioco d’azzardo problematico come condizione per ottenere i privilegi pubblicitari.

I modelli internazionali come modelli

I principi relativi al Regno Unito e alla Spagna sono più semplicistici rispetto agli elaborati in Italia, ma contengono elementi chiave per risolvere il problema relativo alla pubblicità per il gioco d'azzardo. La cura da stordimento è quella di concedere la pubblicità con delle restrizioni significative. Il modello britannico è per eccellenza quello dove è permessa la pubblicità del gioco d'azzardo con notevoli restrizioni sul contenuto e tempistica.

Prima di attendere il debutto dei nuovi cambiamenti, è credibile pensare che alcuni operatori del calcio professionistico in Italia abbiano suggestivamente citato i più recenti cambiamenti di riforma della Spagna, per cui è di certo plausibile da seguire, ed è il fatto che si fa pubblicità negli stadi con un controllo maggiore sui media digitali e televisivi.

In chiusura

Il potenziale ritorno della pubblicità dei videogiochi da casinò negli stadi italiani sembra essere un concorso peculiare tra interessi economici e preoccupazioni per la salute. L'Italia tenterà molto probabilmente di navigare in questo complesso labirinto legale con tutti gli stakeholder che in qualche modo raggiungono un consenso. I club di calcio italiani potrebbero presto assistere a una ripristino graduale dei programmi di sponsorizzazione associati al gioco d'azzardo, anche se questi verranno con maggiori vincoli e oneri imposti su di loro. Qualunque decisione adotti l'Italia avrà sicuramente un impatto su come gli altri paesi europei affrontano le questioni in corso relative alla pubblicità del gioco d'azzardo negli sport.

 

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  Scritto da La Redazione il 11/01/2025
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