PETRITOLI. Il nuovo tecnico Izzotti: "Sudore e rispetto per la maglia"

L’ASD Petritoli 1960 annuncia l’inizio della collaborazione con l’esperto allenatore Domenico Izzotti (foto). Questo è il resoconto della conversazione avuta con il neo mister prima dell’inizio raduno.
Mister Domenico Izzotti, come vuole presentarsi all’ambiente petritolese?
"Mi presento con l’entusiasmo di un allenatore giovane che tanto giovane non lo è più, con l’entusiasmo che mi è trasferito direttamente dalla Società che mi ha scelto e dall’ambiente tutto. L’aver avuto la possibilità, la gioia e l’ambizione di aver lavorato a lungo con la SPES Valdaso ed il poter unire quindi queste 2 realtà, in questa terra che tanto ha dato al calcio, mi rende particolarmente fiducioso".
Ha già quindi parlato di un obiettivo, ne possiamo elencare altri?
"Parto sempre dal presupposto che è il campionato stesso a stabilire degli obiettivi. Mi è capitato di partire per le prime posizioni per poi giocare per la salvezza e viceversa. Penso che Tecnico e Società , che debbono sempre lavorare insieme, partono per fare bene, poi adattarsi alle variabili che il torneo può stabilire".
Qual è la sua personale “filosofia” di gioco?
"Mi piace molto l’aggressività e la ricerca della vittoria, ma anche l’intelligenza tattica per sapere leggere ogni singola partita ed adattarvisi. Sicuramente non mi piacciono i giocatori che non lottano. Per quanto riguarda i moduli vedremo anche la rosa a disposizione, dati i problemi intercorsi alla fine del campionato. Personalmente mi piace il 3-4-1-2 dell’ Atalanta, ma è chiaro che si tratta di una condizione ideale".
Dati i suoi trascorsi di allenatore sicuramente punterà sulla linea verde, sui giovani?
"Ovviamente sì, ma allargo la definizione anche a chi giovane non è, ma mantiene un atteggiamento aperto, di un certo tipo. Nonostante i luoghi comuni che continuano a serpeggiare sui giovani calaciatori, e sui giovani in generale, nutro molta fiducia che un atteggiamento responsabile da tutte le parti possa portare a risultati buoni, se non ottimi".
Si ritiene più un “sergente di ferro” o più un interlocutore?
"In genere assumo il ruolo di sergente solo nei casi di mancanza di educazione e di supponenza, per il resto preferisco guadagnarmi la stima sul campo senza assumere particolari rigidità".
Infine quale messaggio vuole inviare alla tifoseria petritolese, notoriamente molto calda ed attaccata ai colori?
"Sicuramente posso dire che non metterò in campo una squadra che non lotterà. LA cosiddetta “maglia” va sudata e conquistata con orgoglio e dignità".
(Daniele Egidi)
Scritto da La Redazione il 16/07/2025
















