FERMANA, Simoni: "Due retrocessioni fanno male, ripartire con serietà"

FERMO. Tra un confronto acceso con i tifosi presenti e una riflessione sul recente passato, il presidente Umberto Simoni è stato senza dubbio uno dei protagonisti della prima conferenza stampa stagionale della Fermana. Inizialmente convocata per presentare i tre nuovi volti del club – Marino Marini, Sergio Filipponi e Augusto Gentilini – l’incontro si è presto trasformato in un’analisi a tutto campo della situazione societaria e sportiva.
«Dopo due retrocessioni consecutive – ha esordito Simoni – sento il dovere di chiedere scusa ai tifosi e alla città. Ora vogliamo voltare pagina, chiudere col passato e guardare al futuro. Per questo abbiamo scelto due figure di assoluto valore come Filipponi e Gentilini: persone serie, preparate, competenti. Con loro crediamo di poter finalmente ricostruire un progetto credibile e sostenibile».
Il presidente ha poi spiegato perché, nonostante le difficoltà, la famiglia Simoni è ancora alla guida della Fermana: «Siamo ancora qui perché siamo legati alla maglia, alla storia di questo club. Da bambino, mio padre mi portava allo stadio: la Fermana è parte della nostra famiglia. In questi anni non abbiamo trovato interlocutori seriamente interessati a rilevare la società. Crediamo, però, che voltando pagina potremo davvero costruire qualcosa di nuovo. Non promettiamo miracoli, ma ci crediamo».
Simoni è tornato anche su un passaggio cruciale della recente storia gialloblù: l’estate 2023, quando la famiglia acquisì il 100% del club. «Chiudere il concordato era fondamentale: avevamo quasi 5 milioni di euro di debiti. In quel periodo il Cda contava dieci soci, ma su richiesta del signor Tintinelli si decise di affidare la piena gestione alla nostra famiglia. Lui poi si è defilato, lasciandoci da soli a far fronte a debiti e stipendi. A novembre 2023 ho personalmente staccato un assegno da 110mila euro per pagare i giocatori, e abbiamo continuato a coprire mutui e spese fino al termine del campionato. Lo scorso anno ci siamo assunti la responsabilità di andare avanti, rifiutando di portare i libri in tribunale. Ma alcune scelte, come quella di affidarsi a due ex giocatori (Paolucci e Ruggeri, ndr) senza reale esperienza, si sono rivelate sbagliate: i risultati sono sotto gli occhi di tutti».
Infine, un messaggio diretto ai tifosi: «Capisco la vostra delusione: credetemi, la nostra è doppia. Non voglio giustificare la retrocessione, ma vi assicuro che è stato fatto uno sforzo enorme. I giocatori dello scorso anno saranno pagati fino all’ultimo centesimo. Ripartiremo puliti e con la volontà di essere finalmente credibili».
Scritto da La Redazione il 28/07/2025
















