Tra campo, silenzi e promesse mancate: CIVITANOVESE, che succede?

CIVITANOVA MARCHE. La Civitanovese affonda sempre più nel campionato di Eccellenza e lo spettro della retrocessione non è più un’ipotesi lontana, ma una presenza costante che aleggia sul Polisportivo. Per una società dalla storia gloriosa e dal blasone riconosciuto, il presente assume contorni drammatici e difficili da accettare.
I numeri parlano chiaro e raccontano un girone di andata desolante: appena 13 punti conquistati in 15 partite, con sole 7 reti all’attivo. Una produzione offensiva insufficiente che fotografa le enormi difficoltà di una squadra incapace di concretizzare, anche quando le occasioni arrivano. L’ultima conferma è giunta a Fermignano, dove Visciano e compagni hanno incassato la sesta sconfitta stagionale.
Ma il problema non si limita al rettangolo verde. Le carenze dell’organico erano evidenti sin dall’inizio della stagione e non sono mai state realmente colmate. A parte gli arrivi di Garcia, Fagan e Tittarelli, il mercato non ha portato quelle risposte necessarie per invertire la rotta. Anzi, la situazione si è aggravata con le partenze di Cappa, Malavolta, Marini e degli stessi Garcia e Fagan, lasciando la rosa ancora più impoverita.
Risalgono al 17 novembre le parole del patron Mauro Profili, che annunciava l’arrivo di tre rinforzi decisivi. Da allora, però, è trascorso oltre un mese senza alcun passo concreto, mentre la classifica si è fatta sempre più preoccupante. Nulla è ancora matematicamente compromesso, ma il tempo stringe: la Civitanovese riuscirà a inserire almeno un nuovo elemento di valore già nei prossimi giorni?
Domenica si aprirà un altro capitolo complicato, con l’inizio del girone di ritorno che vedrà i rossoblù opposti al K Sport Montecchio, seconda forza del campionato. Un avversario di livello, nel momento peggiore possibile.
Nel frattempo, dalla società è calato il silenzio. L’unica voce a farsi sentire è stata quella del direttore generale Paolo Pochetti, intervenuto per replicare ad alcune critiche sui social:
«Vorrei chiarire che siamo una società sana, in regola con tutti i pagamenti e che trattiamo i giocatori nel migliore dei modi, senza far mancare loro nulla. Ma ora ci aspettiamo risposte diverse sul campo».
Parole che suonano come un appello, ma che rischiano di restare tali se non seguiranno fatti concreti. Perché la Civitanovese, simbolo di una tradizione importante, merita ben altro destino rispetto a quello che oggi sembra segnato.
Scritto da La Redazione il 16/12/2025
















