"Preparatori portieri in più società o irregolari. E' ora di finirla"
La lettera di alcuni tecnici certificati: "Così non ci sentiamo tutelati. Chi deve controllare?"

Nel calcio attuale, la figura del portiere è sempre più centrale nello sviluppo del gioco.
L'introduzione della costruzione dal basso, ha fatto del portiere la fonte da cui inizia l'azione e per questo c'è sempre maggiore cura ed attenzione al suo piano di allenamento. Nel calcio professionistico la figura del preparatore dei portieri prende sempre più valore e anche a livello burocratico è paragonata a quella del primo allenatore.
Nel dilettantismo invece tale figura resta ancora relegata in secondo piano, soprattutto a livello burocratico, con molti preparatori impegnati in varie società, spesso senza essere tesserati. Una situazione in antitesi con quelle che sembrerebbero le linee guida della Figc, che negli ultimi anni ha introdotto appositi corsi per ottenere il tesserino da preparatore dei portieri, al pari di quelli per gli allenatori. Alla luce di questo, non mancano le segnalazioni sull'argomento.
“Vorremo fare luce e porre l'attenzione su un malcostume che ormai da troppo tempo si verifica nel calcio dilettantistico - a parlare sono alcuni preparatori dei portieri certificati - in questi anni la Figc ha introdotto corsi ufficiali per ottenere il tesserino di preparatore dei portieri, che ne certifica dunque la qualifica. Corsi per cui come sempre accade, si paga una quota di iscrizione non certo modesta e si investe anche del tempo, visto che durano alcuni mesi. Al di là di questo, vogliamo sottolineare come spesso purtroppo, vi siano preparatori dei portieri che tesserati per una società, svolgono poi lo stesso ruolo anche in altre o nei settori giovanili. In casi anche peggiori, capita anche che le società si avvalgono di preparatori senza qualifica ufficiale”.
“Abbiamo denunciato alcune situazioni ormai da tre mesi all'associazione allenatori di cui facciamo parte, anche qui pagando una tassa di iscrizione, ma senza ricevere alcun tipo di risposta. Se hanno fatto dei controlli o segnalato a loro volta la situazione agli organi competenti, perché tutto resta invariato? Possibile che nessuno controlli nonostante nelle segnalazioni abbiamo indicato nomi e cognomi, società ed orari di allenamento? - aggiungono - Non ci sentiamo dunque tutelati da chi invece dovrebbe farlo. Alcuni di noi dopo il corso fortunatamente hanno trovato squadra, altri purtroppo no, proprio perché il “mercato” è saturo da chi opera in più squadre, facendo così diminuire la richiesta. Ci chiediamo quindi che senso abbia regolarizzare la figura dell’allenatore dei portieri se poi chiunque può svolgerla? La nostra speranza è che venga data maggiore dignità al ruolo di allenatore dei portieri, che solo coloro che hanno la certificazione possano allenare e in una sola società, così come accade per gli allenatori. In questo modo ci sarebbe maggiore spazio per tutti coloro che hanno deciso di intraprendere questo ruolo, anche nel calcio dilettantistico”.
Scritto da La Redazione il 19/12/2025



