FALCO ACQUALAGNA. Cappelli: "Il valore umano ha fatto la differenza"
Il tecnico racconta una stagione dura culminata con la vittoria del campionato
Vai alla galleriaLa Falco Acqualagna vola in Promozione e lo fa con merito, al termine di una stagione intensa e combattuta. In panchina c’è Emiliano Cappelli, classe 1975, che al secondo anno guida i rossoblù alla conquista del campionato di Prima categoria A, riportando entusiasmo in tutta la piazza.
Mister Cappelli, che emozione lascia questo successo?
«Dopo una vittoria di un campionato le sensazioni sono sempre bellissime, qualsiasi categoria sia. Vincere non è mai facile e quando succede bisogna godersi ogni momento, ogni particolare. Sono strafelice per quello che abbiamo fatto durante l’anno».
A chi dedica questa promozione?
«Sicuramente alla mia famiglia, che mi supporta e mi sopporta da anni. Un sentito ringraziamento al presidente Franco Chiuselli, al direttore David Greco, tutti i dirigenti, Fabrizio Serafini e il preparatore Pietro Renna.
E ovviamente i ragazzi: sono stati fantastici, non solo perché abbiamo vinto. Mi hanno sempre dato piena disponibilità nel lavoro e questo per un allenatore fa tutta la differenza».
Che stagione è stata?
«È stato un campionato duro fino alla fine. Oltre al Mondolfo, anche altre squadre hanno provato a restare in corsa. Per noi non è stato semplice, perché stare davanti logora più che inseguire: ogni domenica devi dimostrare il tuo valore. Però questo ti dà anche una spinta in più per lavorare meglio durante la settimana».
Qual è stata la chiave della vittoria?
«Il segreto è stato il gruppo. I ragazzi hanno sempre lavorato col prof sul piano tattico e col massimo impegno. Giocatori come Umberto Cazzola sono stati un esempio per tutti, così come Vagnini, Marcolini, Bucefalo e Giacomelli, che si sono inseriti perfettamente.
Ma oltre al valore tecnico, è quello umano che ha fatto la differenza. Abbiamo un gruppo spettacolare, unito e sempre pronto al lavoro: così per un allenatore diventa tutto più semplice».
Quanto è stato importante il percorso?
«Eravamo una squadra nuova per cinque-sei undicesimi rispetto all’anno scorso. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, ma poi siamo cresciuti tanto, sia come squadra sia a livello individuale. Questo salto di qualità ci ha portato a un risultato importantissimo per Acqualagna, che non vinceva da tanti anni».
E adesso cosa succederà?
«Adesso pensiamo a finire il campionato e poi giocheremo il titolo regionale. Per il futuro vedremo: la società farà le sue valutazioni e poi capiremo cosa succederà.
Le sensazioni però sono bellissime. Da giocatore ho vinto qualche campionato, da allenatore ho vinto a Cagli, ma ogni volta è speciale. Peccato non si possa vincere ogni anno…».
Un ultimo pensiero?
«Un grande plauso anche ai ragazzi che hanno giocato meno: sono stati fondamentali negli allenamenti, alzando il livello e permettendo a tutti di migliorare. Senza di loro questo risultato non sarebbe arrivato».
Scritto da La Redazione il 04/05/2026






















