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"Colpi di testa pericolosi". Un divieto per i bambini fino a 10 anni?

Università di Stirling (Scozia): l’impatto della palla sulla testa può portare a temporanei cambiamenti a livello cerebrale, anche con perdite di memoria

  Scritto da La Redazione il 15/02/2017

I colpi di testa possono essere dannosi. Per questo l’ex calciatore professionista Iwan Roberts ha invitato la Federazione calcistica del Galles, sua terra d’origine, a stabilire un divieto che impedisca il gioco aereo per i bambini sotto i 10 anni. A spingerlo a lanciare una proposta così controcorrente sono i risultati di un’indagine dell’università di Stirling, in Scozia, in base ai quali l’impatto della palla sulla testa può portare a temporanei cambiamenti a livello cerebrale, anche con perdite di memoria. Un rischio eccessivo per segnare un goal, secondo l’ex attaccante, che pure durante la sua carriera ha vestito la maglia di squadre come Leicester, Norwich e Watford e ha anche giocato nella nazionale del Galles.

La riduzione della memoria
La sua proposta, rilanciata dai microfoni di Bbc Radio, ha scatenato reazioni a livello nazionale. Da una parte c’è chi si è detto favorevole a cambiare le regole del gioco, se questo può evitare problemi di salute ai bambini, dall’altra alcuni operatori, come i responsabili della Faw Trust, l’associazione football del Galles, sostengono che prima di compiere un passo del genere converrebbe avere informazioni più ampie, visto che un’indagine statistica, anche svolta a livello universitario, rischia di essere insufficiente. Da parte loro gli specialisti di Sterling erano stati i primi, al momento della pubblicazione della ricerca, a consigliare di evitare colpi di testa ai giocatori, grandi e piccoli, soprattutto nell’imminenza di eventi importanti per la loro vita, dagli esami a scuola fino a un colloquio per un nuovo impiego. Secondo l’indagine, infatti, dare colpi con la testa alla palla di cuoio può portare a perdita di memoria e danneggiamenti dell’apparato cerebrale per brevi periodi. Il recupero è nell’arco di 24 ore, ma comunque si tratta di un piccolo danno, che si potrebbe di certo evitare. Per la loro indagine i ricercatori hanno usato una macchina pensata per lanciare la palla in area di rigore e hanno chiesto a dei giocatori di colpirla per venti volte. Poi hanno analizzato le funzioni cerebrali e la memoria degli atleti dopo l’esercizio e hanno calcolato la differenza con i parametri che avevano registrato prima di avviare l’esperimento. I cambiamenti scoperti sono piccoli ma esistono e riguardano una riduzione della memoria tra il 41 e il 67 per cento nelle 24 ore dopo l’allenamento dei colpi di testa.

Il divieto americano
Una constatazione che giustifica la decisione assunta nel 2015 dalla Federcalcio americana, che ha vietato il gioco aereo ai bambini di meno di dieci anni e anche a quelli sotto i tredici in fase di allenamento. Anche perché nuove conferme arrivano da fonti diverse. Una ricerca americana pubblicata un paio di settimane fa ha stabilito che chi, con regolarità, intercetta la palla con la testa rischia la commozione cerebrale tre volte di più rispetto a chi, invece, il pallone preferisce manovrarlo con i piedi. Mentre è stato appena pubblicato uno studio dell’University College di Londra e della Cardiff University che, esaminando il caso di cinque persone che avevano giovato a calcio da professionisti e di un attaccante amatoriale, hanno stabilito che dopo i sessant’anni hanno tutti sviluppato la demenza senile e che quattro su sei, avevano significativi segni di danni cerebrali, dovuti a traumi ripetuti, che possono portare alla perdita di memoria, alla depressione e appunto alla demenza. Persino il responsabile dell’associazione calciatori professionisti Gordon Taylor si è espresso pubblicamente a favore di questo cambiamento e ora si attendono le reazioni di altri protagonisti del mondo sportivo ma anche politico. Già tre ricerche danno ragione a Roberts, altre potrebbero aggiungersi in modo da convincere tutte le Federazioni a decidere di cambiare rotta. Permettendo di lanciarsi in colpi di testa solo ai bambini che hanno più di quattordici anni, pur sapendo che, anche per loro, a ridosso di un esame converrebbe impegnarsi di più con i piedi. Per evitare che l’improvviso calo di memoria dovuto a un gol fondamentale, finisca per far dimenticare formule, morfologia e date storiche, rovinando i test di fine anno. (Fonte: Corriere.it)

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  Scritto da La Redazione il 15/02/2017
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