Ridolfi si racconta: "Per sempre riconoscente alla Vis Pesaro"

PESARO. Giacomo Ridolfi (foto) è l’enfant terrible della Vis Pesaro. Classe 1994, rosso di capelli, è un furetto capace di inventare l’impensabile. Si è raccontato al sito ufficiale della società. "Ho iniziato all'USAV - le parole del giovane centrocampista - avevo solo quattro anni e ho ancora le foto del mio primo allenamento. In seguito, andai alla Vis, per noi bambini era un traguardo bellissimo. Dopo alcuni anni tornai all’USAV perché i miei amici di scuola erano tutti lì. Durò poco perché la Vis mi riaccolse l’anno successivo. La seconda volta che scelsi di andare via fu quando mi chiamò il Rimini. Io ero deciso a provare ma il direttore Leonardi non era d’accordo. Con l’aiuto di D’Anzi riuscii a convincerlo, e devo dire che quella esperienza mi è servita. In pratica ho fatto una sola presenza, non venivo quasi mai convocato e questo mi spingeva a dare il massimo ad ogni allenamento. Mi ha dato una cattiveria agonistica, una determinazione che ora è molto utile. Lasciami dire che nonostante il mio distacco non sia stato molto elegante il direttore, al mio ritorno, mi ha accolto a braccia aperte e questo per me è motivo di riconoscenza. Mi sento in obbligo con la Vis per questo, per il fatto che mi abbia rivoluto senza problemi".
Prima dell’avventura riminese ci fu la splendida vittoria del campionato regionale Giovanissimi…
"Una bellissima avventura con Giorgio Clementoni allenatore. Grande lotta con il Palombina, con lo spareggio vinto riuscendo a segnare a dieci minuti dal termine. Purtroppo mi feci male al ginocchio e non riuscii a giocare nessuna delle finali, nonostante implorassi il mister di mettermi in campo. L’importante è che poi abbiamo vinto”.
Arriviamo finalmente alla prima squadra, già l’anno scorso il tuo debutto in Eccellenza.
“Quando il direttore mi disse che dovevo allenarmi con la prima squadra ero felicissimo. Il salto fu notevole e io cercai di dare il meglio di me stesso. Ma devo ringraziare i miei compagni, che per me sono fantastici, dovrei ringraziarli uno ad uno per come mi hanno accolto e aiutato l’anno scorso ed anche quest’anno, con i loro consigli mi fanno crescere sia sportivamente che umanamente. Ogni tanto esco con alcuni di loro perché sto veramente bene. Il gruppo è eccezionale”.
Ma questo esordio come è stato?
“Allora, domenica 27 febbraio a Centobuchi. Andiamo sul 2-0, mancava qualche over, eravamo diversi under in panchina. Ad un certo punto il mister mi fa: 'Ridò, di più, scaldati bene'. Io non ci potevo credere, allora ho fatto un paio di scatti a mille. Infine entrai, dieci minuti non di più, ma è stato bellissimo. Alla fine il direttore mi ha fatto i complimenti, ero felicissimo".
Tutto questo sostegno da parte dei compagni, del mister e della società permette a te e agli altri giovani di crescere…
"Sento una grande fiducia in me, e anche negli altri miei compagni. Sia che giochi o che non giochi, ho quello che mi mancava a Rimini. La considerazione, la fiducia, sapere che puntano su di noi ci dà una grande carica. Farò di tutto per ripagare la società”.
Come vedi il campionato di serie D?
“E’ duro perché non sono ammesse distrazioni. Non ci sono squadre scarse e ogni volta bisogna impegnarsi al massimo. I ritmi sono più alti e ci alleniamo anche su questo. Gli allenamenti sono più duri dell’anno scorso, ma è giusto così. Non sembra nemmeno una serie D, ma qualcosa di più per le squadre che ci sono”.
Scritto da La Redazione il 25/10/2011
















