Il calcio dilettantistico? Nel Foggiano è una guerra

In Puglia, nel Foggiano, il pallone s'è sgonfiato. Il calcio dilettantistico - per intendersi quello che dovrebbe insegnare ai giovani atleti il rispetto per gli altri, la tolleranza e l’importanza dell’onestà sportiva e intellettuale - è sceso praticamente in guerra. Sospeso tra follia e ipocrisia. Si predica bene, ma nello stesso momento si razzola molto male. Tifosi, giocatori e dirigenti tutto sullo stesso piano: nessuno escluso. Il calcio dilettantistico sembra malato di protagonismo, lo testimonia in maniera inequivocabile - se ancora ve ne fosse bisogno - l’espisodio avvenuto a Lucera domenica scorsa. Un dirigente del club svevo - già identificato, adesso rischia il deferimento a vita (ma il suo nome non viene reso noto dalla dirigenza e il Commissariato di Ps mantiene uno stretto riserbo) - quindi un uomo di sport che dovrebbe dare l’esempio, ha letteralmente preso a schiaffi l’arbitro (della sezione di Molfetta) mandando in frantumi quanto di buono si stava facendo in una città come quella sveva, che rischiava di rimanere senza calcio la scorsa estate ma che (acquistando il titolo sportivo del Torremaggiore) ha deciso di proseguire la propria avventura. Tutto è avvenuto all’8’ del secondo tempo, dopo l’espulsione di un giocatore lucerino evidentemente ritenuta ingiusta da parte di questo dirigente (il club non ha ancora espresso nemmeno una riga di dissenso nei confronti dell’accaduto, ieri ha tenuto una conferenza stampa sull’etica e sul calcio del futuro: insomma siamo al ridicolo).
Cose dell’altro mondo. Tifosi (è successo di tutto e di più anche in San Severo - Mola, Vieste - Monopoli e tante altre gare) e giocatori: ora più di tutti, anche i dirigenti. Ma a Lucera, domenica scorsa nel corso di Torre/Lucera - San Giovanni (Promozione) è stato raggiunto il culmine della vergogna. Qualcuno è entrato nel rettangolo di gioco, senza permesso chiaro: il direttore di gara è stato colpito con uno schiaffo, forse anche con un pugno sulla guancia, restando a terra stordito e subito soccorso da uno dei suoi assistenti. Momenti concitati, è arrivata un’ambulanza del 118 che ha condotto il direttore di gara all’ospedale di Lucera. L’episodio potrebbe assumere rilevanza penale, senza contare gli aspetti legati alla giustizia sportiva. Quanto accaduto non ha alcuna giustificazione. L’aggressione ai danni di un arbitro, di un giocatore avversario ad opera di un “addetto ai lavori” è da condannare in maniera ferma e decisa. Le eventuali responsabilità saranno valutate, ora, dalle Figc, ma l’immagine del calcio lucerino (e di quello foggiano in genere) ne esce comunque infangata. Se serviva ancora qualcosa per affossare ancor più la rinascita del calcio dilettantistico, bene, domenica scorsa è accaduto.
Capitolo tifosi: rischiano di dover risarcire complessivamente più di 100mila euro i 4 tifosi del Monopoli arrestati dopo gli incidenti fra supporter biancoverdi e quelli del Vieste di tre settimane fa. I quattro tifosi (rimessi in libertà martedì dopo quasi due giorni di carcere) dovranno ora dimostrare di non aver giocato un ruolo negli incidenti che sono scoppiati al termine della partita vinta per 2 a 1 dal Monopoli.
Scritto da La Redazione il 08/03/2012




