La Biagio Nazzaro alza il sipario. Fenucci: "Questa è casa mia"
La formazione chiaravallese, pronta per la nuova stagione, si presenta alla città e ai tifosi

CHIARAVALLE. Due anni dopo, la Biagio Nazzaro è ancora di Gianluca Fenucci (foto). Il tecnico chiaravallese si è ripresentato nuovamente ieri pomeriggio, accompagnato da tutto lo staff dirigenziale rossoblù (il presidente Cesare Parasecoli, il vicepresidente Fabrizio Tonti, l´addetto stampa Marco Boschi, il direttore sportivo Domenico Idà e il consulente di mercato Luciano Lucaroni) per fare il primo punto della situazione.
"Due anni fa ero qui - ha dichiarato il mister - e lo ricordo bene perché c´era anche Alfio Mancinelli, che purtroppo adesso non c´è più ed è una figura che, tra gli altri che ci hanno lasciato, ho il piacere di ricordare. Torno con lo stesso entusiasmo, anche se sento maggiori difficoltà sulla mia pelle. Come sapete, ho avuto l´onore di essere scritturato dalla Biagio per un duplice ruolo e fino ad ora mi sono occupato molto di più del mio nuovo ruolo di direttore tecnico del settore giovanile che della prima squadra, di cui si stanno interessando con la dovuta competenza Idà e Lucaroni, due grandi conoscitori di calcio e di uomini come se ne vedono pochi da queste parti. L´obiettivo è quello di legare indissolubilmente il settore giovanile con la prima squadra, far sì che i nostri "vecchi", cito ad esempio mio fratello Giovanni, Domenichetti o Gabrielloni, siano costanti punti di riferimento per un ragazzino del settore giovanile. Invito a promuovere quest´impegno: i giocatori della prima squadra andranno in mezzo ai ragazzi del settore giovanile, durante gli allenamenti di questi ultimi, e gli allenatori del settore giovanile porteranno la domenica pomeriggio i loro ragazzi ad assistere all´incontro della prima squadra. Tra l´altro, sul versante tecnico del settore giovanile registriamo alcune novità di qualità, come gli ingressi di Maurizio Massimi, Leonardo Angeletti e Roberto Rabboni, che affiancheranno gli altri tecnici confermati (Sordoni, Catena, Menotti), che hanno dimostrato attaccamento alla società e voglia di lavorare.
Ho sposato l´idea della Biagio perché credo che, quando le disponibilità economiche sono poche, bisogna puntare sulle idee e sulla qualità delle persone. A me piace vincere, ma l´idea che ho di vittoria è quella che si ottiene con una squadra che gioca bene. La voglia di vincere è intatta, anzi è aumentata, perché mi esprimo meglio in realtà piccole, familiari. La Biagio, oltre che essere per me una seconda casa, è un ambiente che rappresenta il meglio per un allenatore. Qui, nel nostro piccolo, abbiamo tutto: interesse, storia, tradizione e serenità di base. Qui è apprezzato l´impegno fine a se stesso, che non sempre è congruente con i risultati. Qui c´è unità di intenti, ci sono persone che si occupano dei rapporti con i giocatori, grandi motivazioni, grande voglia di far bene, questo è ciò che ci farà contraddistinguere. Voglio una squadra con un suo stile, un suo identico modo di giocare prevalentemente offensivo, sia in casa che fuori, quello che due anni fa ci fece raggiungere l´apice in fatto di risultati. Ci aspetta un campionato difficile, che non sarà di bassa livello, pur mancando le "big". Tutti hanno meno risorse economiche, ma nonostante tutto vedo costruire fior di formazioni. La Biagio dovrà prima di tutto crescere come gruppo e credere in un progetto di gioco. La società mi sta mettendo a disposizione i giocatori che voglio: io non cerco gente che viene qui a svernare, magari a fine carriera, io voglio allenare giocatori che abbiano rabbia agonistica, pur senza grandi "pedigree", voglio giocatori da rilanciare, che magari provengono da categorie inferiori e che proprio per questo daranno tutto per ben figurare in Eccellenza".
Il direttore sportivo Idà si è sintonizzato sulla stessa linea d´onda del mister: "Se l´anno scorso era l´anno zero, questo è l´anno uno. Ci manteniamo una società forte in fatto di sicurezza e garanzia. Chiunque verrà, saprà ritagliarsi il suo spazio e riceverà quanto promesso in fatto di rimborsi e di soddisfazione di giocare con noi. Abbiamo scelto Fenucci dopo un ballottaggio con Lombardi perché puntiamo molto sulla sua "chiaravallesità" e su questo doppio ruolo: l´allenatore della prima squadra deve sapere che cosa gli passa sotto, perché una programmazione deve essere fatta dal basso, non dall´alto. Prima cerchiamo di creare uomini, poi giocatori. Abbiamo concluso con Medici, Pericolo, Giovagnoli e Cecchetti, cerchiamo ancora uno o due centrocampisti di qualità, oltre che un portiere da affiancare a Cecchini, un ´97 su cui puntiamo. Rientreranno inoltre due ragazzi interessanti come Gagliardi e D´Urzo".
Tommaso Cecchini, indicato come il probabile portiere titolare, così si è espresso: "A me piace giocare, certo la prima squadra ha il suo fascino, ma mi trovo bene anche nella juniores. Devo molto al mio preparatore Nicolò Molinelli. Il futuro? Dipende da tante cose. Lo studio è un punto fermo, quest´anno frequenterò la quarta classe del liceo linguistico e poi dipenderà da quello che mi offrirà il calcio".
Andrea Medici, terzino destro proveniente dalla Conero Dribbling, cresciuto nelle giovanili dell´Ancona e con esperienza anche in Serie D con lo Sporting Terni, ha così commentato il suo primo impatto rossoblù: "Sono qui perché credo molto nel progetto della società. Vengo dalla promozione e l´Eccellenza rappresenta uno stimolo, per cui darò il massimo".
Pensieri e parole in perfetta sintonia con quelli di Edoardo Cecchetti, classe ´92, l´ultimo arrivo in ordine di tempo, anche lui cresciuto nel vivaio dell´Ancona, prima del crac di quattro anni fa e proveniente dal Loreto: "Sono contento di essere qui, è stata una scelta voluta fortemente dal sottoscritto e dalla società".
(m.b.)
Scritto da La Redazione il 17/07/2014

















