ECCELLENZA. Riflettori sul "Del Duca" per la sfida Stallone-Clementi
Storie diametralmente opposte per le due squadre. "Un onore giocarla qui: mi piacerebbe che fossero disputate tutte qui le finali playoff future". Clementi: "Uno scenario emozionante, per me forse l'unica occasione per andare in panchina al Del Duca"

ASCOLI PICENO. Certe gare molti sognano di giocarle, altri hanno invece l’onore di poterlo fare. Per i 22 in campo quella del "Del Duca" sarà una platea del tutto particolare per un appuntamento del tutto speciale: l’ultimo atto dei playoff di Eccellenza. In campo Monticelli e Tolentino, con gli ascolani che hanno la possibilità di fare festa anche con il pari ma al termine dei supplementari. Dopo i rispettivi passaggi del turno in semifinale, occhi puntati e concentrazione massima sullo stadio ascolano dove andrà in scena l’ultimo atto della corsa al secondo posto del campionato di Eccellenza.
QUI MONTICELLI - Appuntamento con la storia per la squadra del quartiere ascolano che fino a qualche stagione fa, non poteva neanche immaginare di ritrovarsi a giocare una gara così importante al Del Duca. Erano i tempi della Seconda categoria. Il timoniere di questo gruppo è Nico Stallone: “Siamo arrivati al dunque – ci dice il mister - avremo l'onore di disputare la gara più importante della stagione, in uno scenario straordinario come il Del Duca. Ovviamente per noi sarebbe stato forse più vantaggioso giocare al Monterocco per tanti motivi, ma voliamo più in alto e non ci attacchiamo assolutamente a queste piccole cose”. Stallone, che al Del Duca ha giocato con la maglia dell’Ascoli anche in A (e tra le altre cose è stato anche Assessore allo Sport del capoluogo piceno) lancia anche un’altra proposta: “Vorrei lanciare l’idea di disputare le finali dei prossimi anni tutte al Del Duca: una sorta di campo neutro che rappresenta la storia del calcio marchigiano, a prescindere dalle squadre che dovessero approdare in finale, sulla falsariga di quanto accade per la finale di Coppa Italia di Serie A. Non conta il campo ma la qualità che si esprime e si troveranno di fronte, secondo me, due belle realtà che nel corso della stagione hanno espresso un calcio propositivo senza tatticismi esasperati, ma cercando sempre di arrivare al risultato attraverso il gioco”. Simili per gioco, atteggiamento e risultati, allargando il discorso alla storia dei due club il discorso cambia: “Ovviamente vista la storia del Tolentino, mi sembra di rivivere le gare del mio Ascoli contro la Juventus, una sorta di Davide contro Golia che potrebbe sembrare improponibile, ma sappiamo che il calcio a volte può essere davvero incredibile. Noi in cinque anni siamo passati dalla Seconda all’Eccellenza, i cremisi sono una società dai valori forti e molto organizzata. Per noi è stata una stagione esaltante per la quale ringrazio i ragazzi e tutto lo staff, tecnico e societario. Esprimo profonda stima per un tecnico preparato e di grande umanità come Clementi al quale va riconosciuta la capacità di portare avanti la competizione sempre in maniera sana e sportiva”. Sarà una giornata dunque particolare con una cornice di pubblico che si preannuncia degna di tale scenario: “Faccio i complimenti a loro per il gran pubblico nella gara con la Folgore, speriamo che anche domenica ci siano tanti tifosi, sicuramente non mancheranno i supporters cremisi. Da parte nostra, anche se stiamo riscontrando tanta simpatia in città, restiamo una squadra di quartiere e non dimentichiamoci il motto del Presidente Rozzi: "In Ascoli prima di tutto c'è l'Ascoli e poi... ancora l'Ascoli". Giocare comunque a sole 24 ore da una sfida importante come quella con l'Ancona, e nello stesso campo, rappresenta davvero un momento straordinario per tutto il movimento calcistico regionale”.
QUI TOLENTINO. Tutto pronto in casa cremisi per l’appuntamento che vale una intera stagione, dopo la delusione dell’ultima giornata contro la Folgore Falerone e il successo in semifinale contro il Vismara. Ora c’è l’atto conclusivo dei playoff regionali contro il Monticelli di Stallone che in campionato ha vinto al Della Vittoria e impattato al Monterocco. Insomma c’è da sfatare una cabala negativa e stavolta si giocherà in un teatro di prestigio come il Del Duca di Ascoli. E sarà di certo la prima volta in tal senso per Aldo Clementi: “Credo indubbiamente che in un teatro simile questa importante sfida ci guadagna. Magari per me – aggiunge sorridendo – è una soddisfazione in più considerando che arrivare al Del Duca sarebbe stato proibitivo in altro modo. Al di là della battute, è una sfida che tecnicamente ci guadagna: cerchiamo entrambe di giocare per superare ed essere superiori agli avversari. Capisco il senso di appartenenza e la volontà di giocare in casa del Monticelli ma debbo dire che noi ci alleniamo in un campo molto simile al Monterocco come lo Sticchi e per questo anche in occasione della sfida di campionati siamo stati assolutamente all’altezza. Questa soluzione esalta il valore tecnico delle due squadre e sarà un assoluto piacere e un privilegio giocarci”. Il Tolentino deve vincere, al Monticelli basta un pari ma su come sarà questa sfida Clementi ha idee abbastanza chiare: “Sicuramente molto equilibrata. loro hanno un modo di giocare che può essere simile al nostro: per certi versi più facile affrontare squadre che se la giocano a viso aperto come loro ma con la velocità che hanno davanti possono farci male. Ricordo alcune percussioni dei loro attaccanti al ritorno micidiali. Hanno una precisa identità di gioco e nutro grandissima stima nei confronti di Stallone e dell’intero gruppo”. Ottimo piazzamento (5° posto) anno scorso, vittoria sfiorata quest’anno per una crescita costante di risultati e obiettivi: “Onestamente si, quello che ci eravamo detti ad inizio campionato era quello di migliorarci ed inserire ragazzi. Io credo di lavorare per una società indubbiamente strepitosa che alla parola Progetto fa seguire i fatti. Qui si hanno degli obiettivi e uno di questi era cercare di migliorare lo scorso anno, introducendo in prima squadra tanti ragazzi. Gli esempi di Pagliari e Ripa? Non guardo mai la carta di identità: Pagliari (classe 1999) lo metto in campo perchè dimostra di essere un giocatore più grande. Il tutto diventa più facile perché arrivano in prima squadra già ben preparati. La “finale” persa con la Folgore? L’obiettivo era migliorarci ma poi il successo era li ad un passo: senti il profumo ma non riesci a concretizzare il tutto. L’ha vinto il Falerone, noi ce lo saremmo meritati quanto loro ma accettiamo il verdetto del campo facendo loro i complimenti. Qui la società è stata fantastica: dopo la gara volti sereni e distesi, loro ci hanno ricaricato le pile. Grande coesione e questo ha permesso di trasformare delusione e lacrime in una bella rabbia agonistica per il Vismara. Dal presidente Mazzocchetti al vice Romagnoli ed al direttore Chiavari non ho visto musi lunghi ma gente che ancora ci crede. E per noi è stato importantissimo”.
Scritto da La Redazione il 30/04/2015




