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Lo storico Cipolletta: "Solo la Grande Guerra fermò il calcio"

E' uno storico del calcio Gabriele Cipolletta (foto) di San Severino Marche, autore di libri e curatore di mostre. Con lui parliamo di questo momento eccezionale che sta vivendo il mondo del pallone. "L’unico campionato interrotto in Italia fu quello del 1914-’15 a causa della Grande Guerra - racconta Cipolletta in un'intervista a Il Resto del Carlino - il torneo nazionale si chiamava '1^ Categoria’ ed era iniziato nel 1898. Fino al 1911-12 avevano partecipato solo squadre del nord. Cosa accadde? Nel 1914-15 le squadre iscritte erano 36 del nord, 13 del centro (Lazio 6, Toscana 7) e 2 del sud (entrambe di Napoli). Fino al 23 maggio si giocò con la massima regolarità possibile. Al girone finale del nord giunsero Genoa, Inter, Torino e Milan. Mancavano solo 2 gare: Genoa-Torino e Milan-Inter; la classifica era la seguente: Genoa 7 punti, Inter 5, Torino 5, Milan 3. Poi ci fu l’interruzione. Nel centro Italia la Lazio era in testa con 10 punti, seguita da Pisa 8, Roman 6 e Lucca 0. Pure qui mancavano 2 gare: Lazio-Lucca e Pisa-Roman. Al sud era stata disputata l’andata di Napoli- Naples (3-0), poi ci sarebbe stata la finale centro-sud. Quindi, la finalissima nazionale tra le vincenti del nord e del centro-sud, ma venne fermato tutto e il titolo non fu assegnato e non si disputarono i campionati fino al 1919, anche se nella stagione 1915-16 venne giocata la Coppa federale vinta dal Milan. Campionati sospesi pure nelle annate 1943-44 e 1944-45, durante la Seconda Guerra mondiale, dopo lo scudetto del ‘43 vinto dal Torino. Il calcio però non si fermò del tutto perché ci furono tornei regionali e locali".

Cipolletta, nelle Marche i terremoti del ‘97 e del 2016 hanno comportato interruzioni?
"Le crisi sismiche si sono avute, in entrambi i casi, all’inizio di stagione. Così, dopo i primi inevitabili stop, dovuti all’emergenza, tutto è ripreso e finito regolarmente".

Stavolta cosa accadrà?
"Sarebbe troppo bello poter concludere la stagione ripartendo dal 3 aprile, ma credo che sia altamente improbabile e molto rischioso. Se il calcio ripartisse a maggio, si potrebbe – dopo aver rifatto una preparazione adeguata – giocare le restanti partite a ritmo serrato. Bisognerà però annullare gli Europei e prolungare la stagione regolare fino a luglio, coi relativi oneri e impegni economico-burocratici. Playoff e playout? Sarebbero una sconfitta: riprendere un’attività e una preparazione solo per poche gare, pur importanti, avrebbe poco senso. Tutto dipenderà dal Coronavirus e un po’ pure da noi, dal nostro comportamento responsabile".

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  Scritto da La Redazione il 16/03/2020
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