La Riforma dello Sport? La pagheranno le famiglie e i ragazzi
Con l’abolizione del vincolo sportivo e l’introduzione dei contratti per i collaboratori sportivi, l’equilibrio e la sopravvivenza delle società sarà sempre più a rischio

L'allarme è stato lanciato dal presidente del Tolentino Marco Romagnoli ma con la Riforma dello Sport oltre al danno avremo la beffa: con l’abolizione brutale del vincolo sportivo e l’introduzione dei contratti per i collaboratori sportivi, l’equilibrio e la sopravvivenza delle società sarà sempre più a rischio. E a pagare saranno famiglie e ragazzi. Dalla Figc nemmeno un comunicato, la Lnd si dice contraria (ma ora è troppo tardi) scaricando le responsabilità su Gravina e la FIGC ‘titolare in materia’. La guerra politica interna continua e a rimetterci sono le società sempre più abbandonate mentre il 'palazzo' ha pensato solo a salvare le proprie poltrone con la mancata approvazione del Decreto che riguardava mandati presidenziali e incompatibilità di cariche politiche e sportive.
La LND, che rappresenta 12mila società di calcio dilettantistico in Italia, si dichiara totalmente contraria a qualsiasi variazione alle norme attualmente in vigore e che regolano questi due ambiti dell’attività sportiva.
«Le norme sul vincolo sportivo presenti nei decreti attuativi rappresentano una grave minaccia per l’esistenza del calcio dilettantistico a partire dalle scuole calcio, coinvolgendo l’intera filiera dell’attività giovanile, che è la vera risorsa del movimento unitamente all’attività delle prime squadre fondata principalmente sulla valorizzazione dei giovani – dice il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, nel commentare l’approvazione dei testi da parte del Consiglio dei Ministri – Il vincolo di tesseramento, invece, assunto con le tutele già presenti, costituisce un elemento essenziale di sussistenza per ogni singola società dilettantistica, pertanto va mantenuto nella sua attuale regolamentazione. Non esistono, in senso assoluto, forme d’indennizzo che possano surrogarlo. E poi come si può pensare, specie in questo particolare momento storico, di mettere sulle spalle delle ASD anche il fardello dei rapporti di lavoro, dimenticando completamente i sacrifici e gli oneri già pesantissimi che gravano su realtà che basano la loro opera sul volontariato?».
Scritto da La Redazione il 30/11/2020




