"Noi mandati via perchè stranieri", "No, decisione tecnica"
Il caso di Amin Sabik e di altri tre compagni licenziati dal Tavernelle: "In questa decisione c'è del razzismo". La replica secca del presidente Sambuchi: "Questa accusa ci offende: da noi gli stranieri ci sono sempre stati"

Amin Sabik, 24 anni, è un cittadino italiano di origini marocchine. Studia all’università di Urbino e fino a pochi giorni fa giocava in Prima categoria nel Tavernelle, ruolo attaccante esterno. La squadra è ultima in classifica nel girone A, all'interno dello spogliatoio ci sarebbero state delle frizioni e la società ha deciso di 'licenziarlo' insieme ad altri tre giocatori sempre stranieri.
Per Amin la delusione è stata forte. "Essendo l’ultimo arrivato non mi sono sentito ben accettato", le sue parole riportare dal Corriere Adriatico, che scrive: la situazione poi si è complicata a causa di un ritardo ad un allenamento di Amin che ha comportato il mancato inserimento in campo la domenica successiva e in seguito per alcune decisioni dell’allenatore che non sono state ben digerite dal giocatore stesso tanto più che nelle partite successive gli sarebbero state ridotte le occasioni di provare la sua bravura entrando in campo mai ad inizio partita.
"Hanno cacciato dalla squadra solo noi 4, gli unici stranieri. Per quanto mi riguarda, posso ammettere qualche mia sbadatezza, ma secondo noi c’è un fondo di razzismo in questa decisione", le parole di Amin a Il Resto del Carlino.
"Il ritardo agli allenamenti? Spostano l’orario dalle 19.15 alle 18.30 – continua Amin – e io arrivo alle 19.15. Ho sbagliato, chiedo scusa, ma il mister decide di non farmi giocare come titolare. Poi mi fa entrare in campo, ma mi arretra a terzino. Capisco che è arrabbiato. A fine partita chiedo spiegazioni e mi dice che devo stare zitto. Fatto sta che martedì scorso, il presidente e gli altri dirigenti convocano me e gli altri tre stranieri, Clinton Nwakire, Soren Azalian e Sier Thiam, e ci mandano fuori dalla squadra, a cinque partite dalla fine del campionato".
"Si tratta di ragazzi – spiega il direttore tecnico Gabriele Pierini al Corriere Adriatico – che non sono mai riusciti ad amalgamarsi con i loro compagni a causa dei loro comportamenti caratteriali e alla mancanza di puntualità negli allenamenti. Abbiamo assunto questa decisione esclusivamente con l’intento di provare a salvarci. Quando si fa parte di un gruppo è d’obbligo rispettarne anche le regole".
Così il presidente Giovanni Sambuchi al Carlino: "Quest’accusa mi offende. La decisione di esonerarli è solo tecnica e per il loro comportamento non consono. Poi sono tutti e 4 italiani, tirano fuori la storia degli stranieri per montare la polemica. Che non accetto. Da noi gli stranieri ci sono sempre stati".
Scritto da La Redazione il 04/04/2023
















