Goldoni lancia la sfida: "Il vivaio della Vigor Senigallia mi stimola"

SENIGALLIA. Stefano Goldoni ha scritto pagine importanti della storia del calcio senigalliese. Oggi, il suo ruolo all'interno della Vigor Senigallia è cambiato: da quest’anno, infatti, è diventato il nuovo punto di riferimento del settore giovanile rossoblu.
«Il vivaio rappresenta una sfida davvero stimolante – spiega Goldoni a Il Resto del Carlino –. Il mio compito sarà quello di fare da ponte tra le giovanili e la prima squadra. Al mio fianco ci saranno due ragazzi giovani e competenti come Andrea Siena e Alberto Giraldi, responsabili tecnici del vivaio vigorino. Si tratta di un'avventura entusiasmante ma anche complessa: raccogliamo l’eredità di due figure di grande valore come Loris Servadio e Rino Frulla. L'obiettivo è dare continuità al loro lavoro, portando avanti un modello vincente e aggiungendo, nel rispetto della tradizione, la nostra impronta».
Durante l’ultima sessione di mercato, la Vigor è stata molto attiva, con l’arrivo di over esperti e tanti giovani, spesso provenienti da realtà lontane dalla "spiaggia di velluto". Una scelta che ha fatto storcere il naso a parte della tifoseria, che si chiede perché non si punti maggiormente sui talenti locali.
Goldoni risponde con chiarezza: «Nel calcio gioca chi merita. Il nostro compito ora è alzare il livello generale, ma ciò che voglio sottolineare è che la Vigor crede fortemente nel proprio settore giovanile – spiega “Fefi” –. In Serie D il livello è alto e non è realistico pensare di affrontare un’intera stagione facendo affidamento esclusivamente sui ragazzi del territorio. La nostra strategia è quella di investire su giovani di qualità, con un’attenzione particolare ai profili marchigiani più promettenti».
Nelle ultime settimane sono stati effettuati test con giocatori della Juniores e altri provenienti da società limitrofe. «Sono ragazzi validi – aggiunge Goldoni – ma devono crescere sotto l’aspetto fisico, mentale e nell’agonismo. Per questo continueranno il loro percorso nella Juniores, dove avranno modo di migliorare. Intanto, la prima squadra ha bisogno di under già pronti. Stiamo lavorando su binari paralleli: i frutti si vedranno tra due o tre anni».
Nel frattempo, i giovani già aggregati alla prima squadra hanno davanti a sé una grande opportunità per mettersi in mostra. Ma la Vigor non smette di guardare al futuro: continua a monitorare da vicino i talenti locali sui quali investire.
Scritto da La Redazione il 28/07/2025
















