FRANCO DE ANGELIS, 4 gol in 26' e un segno del destino: la Moglianese
Una serata (di Coppa) indimenticabile per il figlio dell'ex presidente Pietro

MOGLIANO. Dalla paura di non tornare più in campo alla gioia incontenibile di una serata destinata a restare nella storia della Coppa Marche di Terza Categoria. Franco De Angelis (foto), classe 1991, ha messo la sua firma indelebile sulla vittoria della Moglianese contro l’Equipe Calcio (6-3 il finale) con quattro reti realizzate tra il 70’ e il 96’ ribaltando il risultato e regalando ai suoi la qualificazione agli Ottavi di finale.
Ma dietro quei gol non c’è solo una prestazione sportiva straordinaria: c’è una storia di sacrificio, dolore, rinascita e amore, dedicata alla sua piccola Vittoria.
«All’86’ dovevamo segnare 3 reti per passare il turno...»
De Angelis, cosa hai provato segnando quattro reti in così pochi minuti, soprattutto con il quarto arrivato all'ultimo secondo?
«È stata una soddisfazione enorme. Segnare 4 gol in 26 minuti non capita tutti i giorni, ma la cosa più bella è che l’ultimo gol ci ha permesso di qualificarci. All’86’ dovevamo segnare tre reti per passare il turno e la squadra ha lottato fino all’ultimo secondo. Questo dimostra la forza del gruppo e la voglia di non mollare mai.»
In campionato (girone E) siete in una buona posizione di classifica, quanto conta la Coppa?
«Anche se ormai non ti fa più salire di categoria, la Coppa resta importante perché permette di fare più partite, dare minutaggio a chi gioca meno e creare competizione sana all’interno della rosa. Vincere aiuta a vincere e dà una consapevolezza importante delle nostre potenzialità.»
L’infortunio, la paura e la rinascita: "I 4 gol dedicati a Vittoria"
Dietro questi quattro gol c’è una storia personale intensa e toccante. Queste reti hanno avuto per te un significato speciale…
«Sì, assolutamente. Nella stagione 2023/2024 giocavo nel Piano San Lazzaro ad Ancona. In un momento delicato per la salvezza avevo segnato per la quarta partita consecutiva, poi con un movimento mi sono rotto il crociato. Da lì sono rimasto fermo fino a settembre. In quei mesi la mia compagna era incinta, ma non avevamo ancora detto nulla. Aspettavo il momento giusto per dedicare un gol alla mia futura figlia, ma l’infortunio me lo ha impedito. Non sapevo nemmeno se sarei tornato a giocare. Tornare dopo un anno e mezzo, a 34 anni, e segnare proprio quei quattro gol è stato come un segno del destino. Li dedico tutti a mia figlia Vittoria.»
Una carriera tra sacrifici e amore per il calcio
Il tuo percorso calcistico parte proprio da Mogliano. Raccontaci la tua storia...
«Ho iniziato con la Moglianese nel settore giovanile, poi ho avuto esperienze alla Maceratese. Nei grandi ho giocato con Moglianese, Lorese, Urbisaglia e poi per 9 anni al Borgo Mogliano, dove abbiamo costruito qualcosa di importante. Successivamente, per il Covid e per esigenze familiari, mi sono trasferito ad Ancona: ho giocato con Osimo Five, Osimo Stazione e infine Piano San Lazzaro.»
Il ritorno alla Moglianese ha un valore particolare…
«Sì, è una chiusura di un cerchio. Dopo 10 anni la società ha rifatto la prima squadra nell’anno del centenario e ricevere la loro chiamata è stato un onore. Tornare dove tutto è iniziato, a 30 anni dai miei primi calci, è qualcosa di speciale. Voglio dare il massimo e aiutare i più giovani, visto che la squadra è composta da tanti ragazzi di 18 e 19 anni.»
Cuore, esempio e leadership
Figlio dell’ex presidente Pietro De Angelis, Franco oggi è molto più di un semplice attaccante: è un punto di riferimento per lo spogliatoio, un esempio di resilienza e passione. Quella contro l’Equipe non è stata solo una partita: è stata una dichiarazione d’amore al calcio, alla Moglianese e a sua figlia Vittoria. E se il destino esiste, probabilmente ha scelto proprio quella sera per ricordarci che certe storie meritano un finale speciale. (G.G.)
Scritto da La Redazione il 28/11/2025
















