Costantino Rozzi, il presidente che fece grande l'Ascoli

Ai millennials e alla generazione Z il nome di Costantino Rozzi non dice nulla, ma per gli appassionati di calcio un po’ più agée, soprattutto quelli di Ascoli Piceno, nelle Marche, il nome del presidente Rozzi risveglia ricordi mitici. Costantino Rozzi (1929 - 1994) fu presidente dell’Ascoli per ben 26 anni. Durante la sua presidenza la squadra salì progressivamente dalla Serie C alla A centrando un prestigioso quarto posto nella stagione 1979 - 1980.
Oltre al brillante risultato nella massima serie nazionale, l’Ascoli Calcio, la cui fondazione risale al 1898, nel periodo d’oro si aggiudicò anche una Mitropa Cup, una sorta di Champions League della serie B la cui ultima edizioni si disputò nel 1992. In bella mostra nella bacheca della società ascolana sta anche la Red Leaf Cup, competizione ideata dalla Federazione Calcistica Canadese allo scopo di diffondere il calcio nel Nord America. L’Ascoli se la aggiudicò prevalendo sui brasiliani del Botafogo, sui Francesi del Nancy e sul Rangers Glasgow.
Naturalmente parliamo di una di un’altra epoca con un calcio generalmente percepito come più genuino anche se quello specifico periodo non fu immune da scandali. Quello che non è cambiato è il novero delle protagoniste, circa le stesse di oggi come allora: Juventus, Milan, Inter su tutte. Il calcio scommesse oggi vede circa le stesse società con l'aggiunta di nuove squadre quali Atalanta, Napoli, Roma e il sorprendente Como dal gioco fluido e spettacolare. Gli antepost sulle possibili vincitrici dello scudetto per la stagione 2025-26 indicano nell’Inter la favorita a 1.40 seguita da Milan a 5.50 e Napoli a 8.00.
Geometra di professione, Costantino Rozzi di interessò al calcio a partire dal 1968 quando a capo di una cordata di imprenditori accettò l’incarico di presidente della squadra pensando di rimanerci pochi mesi. Come sappiamo ci resterà fino alla sua morte, avvenuta nel 1994. Un altro nome da associare alla consacrazione della cenerentola Ascoli è quello di Carletto Mazzone, inizialmente non da allenatore ma da calciatore. Interrotta anzitempo la carriera agonistica a causa di un infortunio capitatogli nel derby con la Sambenedettese, Mazzone rimase in famiglia, per così dire, allenando le giovanili e facendo la spola tra le giovanili e la prima squadra. La consacrazione di Mazzone avvenne nel 1970. L’anno successivo Mazzone portò la squadra in B, per la prima volta nella sua storia e nella stagione 1973-74 si aprirono le porte della Serie A, davvero niente male per una provinciale come l’Ascoli.
In serie A l’Ascoli calcio ci rimase per un quinquennio raggiungendo un lusinghiero 12° posto e prendendosi il lusso di battere l’Inter di Facchetti e Mazzola. Dopo due stagioni in B i marchigiani tornarono nella massima serie restandoci per sette anni consecutivi. Mazzone nel frattempo era approdato ad altri lidi ma la squadra affidata ad Antonio Renna centrò il prestigioso quarto posto, coadiuvato anche dai veterani di lusso Pietro Anastasi e Felice Pulici.
Scritto da La Redazione il 27/01/2026



