PRIMA C. La Cluentina (in 10 per più di un'ora) frena la Belfortese

Cluentina - Belfortese 2-2
CLUENTINA: Amico, F. Gesuelli (72’ Torresi), Monteverde, Montecchiari, Pieristè, Menghini, Gentili (16’ Brizi), Di Marino, Acquaviva (72’ Cullhaj), Canuti, Mancini (66’ Ceesay).
Allenatore: Raffaele Gesuelli
BELFORTESE: Rocchi, Garbuglia (89’ Santecchia), Polinesi, kakuli, Facundo, Filacaro, Ercoli (72’ Aurelio), Quadraroli, Ulivello, Di Francesco (78’ Troscè), Cappelletti (78’ Galdenzi).
Allenatore: Giuliano Fondati
ARBITRO: Valentino Valeriani (Fermo)
SPETTATORI: circa 200
MARCATORI: 23’ Polinesi (B), 30’ Mancini (C), 45+1’ Facundo (B), 86’ Menghini (C)
NOTE: Espulso Pieristè (C) al 14’ per fallo da ultimo uomo.
Nella foto: Marco Menghini della Cluentina
MACERATA - Verrebbe naturale intitolare questo pareggio come la "seconda parte" della sinfonia Eroica, eseguita domenica scorsa dalla Cluentina sul prato di Potenza Picena. Ottenere un risultato positivo contro questa Belfortese, compagine costellata di individualità di spicco per la categoria, appare già di per sé un’impresa; riuscirci dopo essere rimasti in dieci uomini dopo appena quattordici minuti di gioco, rasenta l’epica sportiva. Si tratta di un punto che definire "prezioso" sarebbe riduttivo. È un risultato che trascende il mero dato aritmetico della classifica per collocarsi in una dimensione più alta: quella del morale, della coesione del gruppo e della ferma convinzione di poter proporre un calcio "in direzione ostinata e contraria" rispetto ai pragmatismi tipici di questi livelli. Gioco palla a terra, rigore tattico, disciplina ferrea e la certezza di poter lottare contro tutto e tutti, anche quando la sorte decide di accanirsi, costringendo la squadra alla terza inferiorità numerica forzata consecutiva.
La Cluentina si è presentata all’appuntamento rinvigorita dal pareggio di Potenza Picena, un segno "X" che aveva interrotto una striscia di cinque sconfitte, agendo come una vera riemersione salvifica. Di contro, la Belfortese arrivava da tre successi di fila che l'avevano proiettata nei paraggi della zona play-off, superando un periodo altalenante fatto di acuti prestigiosi e cadute fragorose, come il pesante 5-1 subito a Tolentino contro l’Élite.
La prima frazione è un concentrato di episodi e fiammate. Gli ospiti si rendono pericolosi già al 3’ con un angolo insidioso di Kakuli, deviato sul fondo da Ulivello. La risposta della Cluentina arriva un minuto dopo: una conclusione di Acquaviva, non impeccabile nel coordinamento, si trasforma in un cross beffardo che attraversa tutta l’area piccola senza che nessun biancorosso riesca a trovare la zampata vincente. Al 14’, la svolta del match: Pieristè gestisce con troppa sufficienza un retropassaggio insidioso; il centrale tentenna, Cappelletti ne intuisce l'incertezza e gli soffia il pallone, costringendolo al fallo da ultimo uomo su chiara occasione da rete. Rosso inevitabile e doccia anticipata per il difensore.
Per la Cluentina la strada si fa ripidissima. Mister Gesuelli corre ai ripari richiamando Gentili per inserire il giovane Brizi al centro della difesa accanto a Menghini. La Belfortese alza il baricentro e preme sull'acceleratore: dopo due occasioni sprecate da Ulivello e Di Francesco, gli ospiti passano al 23’. Polinesi è magistrale nel raccogliere un cross dalla sinistra e a trafiggere Amico per lo 0-1.
La reazione locale è però immediata. Dopo soli due minuti, Mancini impegna Rocchi su punizione. Al 29’ Canuti cavalca sulla fascia sinistra e serve ancora Mancini, la cui conclusione viene deviata in angolo. È il preludio al pareggio che matura al 30’: Acquaviva sprinta sulla destra, pennella al centro e Mancini, in stato di grazia, insacca con un gesto tecnico d'autore.
Al 39’ l’episodio che accende le proteste ospiti: un fallo di Menghini su Di Francesco pare avvenire all'interno dell'area, ma il direttore di gara Valeriani opta per la punizione dal limite. Lo stesso Di Francesco calcia con violenza centrando in pieno la traversa. Se gli attaccanti di Fondati hanno le polveri bagnate, ci pensano i difensori a fare il lavoro sporco: in pieno recupero, dopo Polinesi, è Facundo a firmare il nuovo sorpasso sfruttando un assist del compagno di reparto Filacaro.
Nella ripresa ci si aspetterebbe una Cluentina allo sbaraglio e una Belfortese pronta a chiudere i conti in contropiede. Non accade nulla di tutto ciò. I padroni di casa mantengono l’equilibrio della prima frazione, con una concentrazione maniacale, senza concedere spazi gratuiti. Gli ospiti, di contro, non accelerano il ritmo e le loro sortite verso Amico diventano sempre più sporadiche. Gesuelli ridisegna la squadra: fuori Mancini per Ceesay, ibrido tra attacco e centrocampo, e Cullhaj per uno stremato Acquaviva. La manovra biancorossa ne guadagna in incisività. L'attimo fuggente scocca al minuto 86: punizione dai 25 metri di Canuti che Rocchi respinge corto; Montecchiari è il più lesto a recuperare e servire Ceesay, il quale pesca Menghini. Il capitano, eludendo la marcatura di Kakuli, si presenta solo davanti al portiere e firma il 2-2. Un risultato beffardo per gli uomini di Fondati, ma profondamente meritato per quanto espresso dalla Cluentina.
Al settimo cielo il capitano Marco Menghini: “Durante l’intervallo ci siamo guardati negli occhi e abbiamo scelto di non agire d'istinto. Non volevamo prestare il fianco alle loro ripartenze, consapevoli che un terzo gol avrebbe chiuso i giochi. Sapevamo che l’occasione sarebbe arrivata. Sono felicissimo per il gol, ma lo sono molto di più per questo risultato di squadra”.
Sulla stessa linea d'onda Mister Gesuelli: “Considerata la caratura dell’avversario e l’inferiorità numerica, questo è un risultato straordinario. Abbiamo gestito momenti critici senza mai disunirci, rimontando due volte senza snaturare la nostra identità. La generosità mostrata è la nostra arma migliore. Complimenti a tutti, specialmente a chi è subentrato: Brizi, un classe 2008, ha giocato con una disinvoltura incredibile in un momento difficilissimo”. Sulle scelte tattiche del secondo tempo, il tecnico aggiunge: “Sono state decisioni figlie della lettura del match. Sostituire Mancini è sempre un sacrificio tecnico enorme, ma serviva prestanza fisica. L’ingresso di Ceesay, seppur acciaccato e in un ruolo inedito, ha scardinato le loro certezze. Il lavoro di Cullhaj e la sostanza di Torresi hanno fatto il resto”.
(Alessandro Savi - Ufficio stampa Cluentina Calcio)
Scritto da La Redazione il 07/02/2026















