CHIESANUOVA. Di Matteo firma la salvezza: "Lo avevo promesso ai miei"

La salvezza del Chiesanuova è stata un esempio di salvezza di squadra, ma nella partita decisiva, da bivio tra paradiso e inferno, nei 90’ diventati 134, è stato Nicolò Di Matteo a regalare l'esultanza. Che fa rima con Eccellenza.
In pieno recupero lui il più lesto a siglare l’1-1 col fiuto da rapace d'area, un gol poi valso (dopo i supplementari) la festa salvezza e che varrà la partecipazione del Chiesanuova per la quinta volta di fila nella massima categoria regionale.
Cosa si prova a diventare una sorta di eroe sportivo?
"Non mi sento affatto un eroe – risponde la mezzala classe 2004, prelevata a novembre dal Montegranaro - ma sono felicissimo perché era una partita stra importante, un conto è giocare in Eccellenza e un conto in Promozione".
Ti sei posizionato verso il secondo palo per una scelta del mister Mariotti o è stata una cosa d'istinto?
"E' stata una cosa istintiva perchè l'Urbania aveva appena perso un giocatore per infortunio (Triana) e dovevano ancora capire bene come organizzarsi e posizionarsi nelle marcature in area".
Un'esultanza scatenata...
"Sì sono andato verso mio padre che era allo stadio e la sera prima gli avevo detto che avrei segnato".
Addirittura ti sentivi e avevi previsto il gol?
"Sì, davvero. Sabato sera avevo telefonato ai miei e l'avevo detto".
La rete più importante della tua carriera?
"Sì".
Di sicuro hai fatto piangere di gioia molte persone tra compagni, il presidente Bonvecchi e pure qualche tifoso. Hai ricevuto dei complimenti o delle frasi particolarmente belle o simpatiche?
"Tanti ringraziamenti ma il merito per il raggiungimento delle salvezza non è solamente mio, è il risultato e il frutto di mesi di lavoro assieme".
Comunque ci vuole una dedica, a chi la facciamo?
"Alla mia famiglia, alla mia ragazza e alla società perché questa salvezza ce la meritavamo proprio".
Scritto da La Redazione il 15/05/2026
















