DANIELA CIACCI, la patron che dà un volto nuovo alla Fermignanese
Donna manager, oggi accanto agli impegni professionali e la passione per l'arte, sostiene un progetto sportivo in cui riconosce i valori del territorio: "Sarebbe un grande orgoglio vedere i ragazzi del nostro settore giovanile portare avanti il calcio del paese"

FERMIGNANO. Il calcio femminile cresce, ma la presenza delle donne si fa strada anche ai vertici delle società maschili. Alla Fermignanese (vedi staff e rosa), formazione che milita nel campionato di Eccellenza, il ruolo di patron è stato affidato a Daniela Ciacci (foto). Il suo legame con il club è cominciato anni fa sugli spalti, accompagnando il figlio agli allenamenti. Oggi, accanto agli impegni professionali e in Confapi Ancona e la passione per l'arte, sostiene un progetto sportivo in cui riconosce i valori del territorio. E racconta anche come la pittura entri nel suo modo di guardare alla squadra.
Come è nato il suo legame con la Fermignanese?
«Il mio percorso è iniziato diversi anni fa come madre: accompagnavo mio figlio agli allenamenti. Con il tempo ho partecipato in modo sempre più attivo alla vita della società, fino a farne parte nella quotidianità. Quest’anno mi è stato conferito l’incarico di patron, che ho accolto con senso di responsabilità perché condivido i valori della Fermignanese: attaccamento al territorio, senso di comunità e affidabilità».
Che significato ha questa nomina in un ambiente ancora a prevalenza maschile?
«Essere stata scelta per un ruolo di rappresentanza è un segnale importante. Significa aver guardato alle competenze e al percorso svolto nella società, superando le distinzioni di genere. È un principio che porto avanti anche come presidente di ConpadiD, il gruppo donne di Confapi Industria Ancona. Ringrazio i dirigenti della Fermignanese: hanno compiuto una scelta storica per il club. La accolgo con orgoglio e mi impegno a onorarla al servizio della società e della comunità che la sostiene».
Tra la gestione finanziaria di AT Metalli e Comit, gli incarichi in Confapi, la Fermignanese e la pittura, come organizza le sue giornate?
«Cerco di dare a ogni impegno il tempo e l’attenzione che merita. La gestione finanziaria delle aziende richiede rigore e presenza costante, così come i ruoli in Confapi richiedono partecipazione. Anche alla Fermignanese dedico tempo con la stessa serietà. La pittura è il mio spazio personale: mi aiuta a trovare equilibrio e lucidità».
L’arte influenza anche il suo modo di vivere il calcio?
«In realtà tutti questi ambiti si influenzano a vicenda. L’arte, sia quando la osservo sia quando dipingo, è una parte fondamentale della mia vita: riesce a riequilibrare anche una giornata difficile».
Se dovesse raccontare la Fermignanese attraverso un pittore, chi sceglierebbe?
«Piet Mondrian. Nei suoi quadri vedo linee essenziali, equilibrio e armonia. Le linee mi fanno pensare a una società semplice ma solida; il bianco e il blu sono i nostri colori. Rigore, equilibrio e armonia sono anche caratteristiche che riconosco nella squadra».
Quali sono le sfide di questa stagione in Eccellenza?
«Vogliamo costruire una squadra solida, capace di affrontare un campionato lungo, con i suoi alti e bassi. Sarebbe una grande soddisfazione garantire stabilmente l’Eccellenza al nostro paese. Ma sarebbe motivo di altrettanto orgoglio vedere un gruppo di ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile portare avanti il calcio fermignanese, qualunque sia la categoria. Mi sta a cuore anche che il calcio continui a unire le persone. Vedere lo stadio pieno e sentire il tifo per la nostra squadra è la misura del senso di appartenenza che siamo riusciti a creare. Considero anche questa una grande vittoria».
Che messaggio vuole dare ai giovani, e in particolare alle ragazze che vorrebbero unire lavoro e passione per il calcio?
«Direi loro, prima di tutto, di cercare ciò che li fa stare bene e li rende felici. Solo così si riesce a dare il meglio anche agli altri. Poi servono lavoro, costanza e dedizione, giorno dopo giorno. È la combinazione di queste cose che permette di inseguire i propri obiettivi, nell’impresa, nel calcio o in qualsiasi altra passione».
Scritto da La Redazione il 25/09/2026
















