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EDITORIALE. Eccellenza, un finale spettacolare e...incerto

(di Giuliano Gubinelli*) - Spettacolare, avvincente e palpitante...perchè incerto! Sono questi a mio giudizio, gli attributi che caratterizzano il finale di campionato di Eccellenza 2011/2012. Spettacolare per la forza delle squadre che se lo contendono, avvincente perchè questo infinito duello affascina pubblico e addetti ai lavori, palpitante perchè il cuore batte forte quando il distacco è solo di 1 punto...incerto...come fu incerto lo scorso anno lo scoppiettante duello al vertice tra Ancona e Fermana (e sappiamo che nell'occasione l'incertezza è durata addirittura oltre il 90°).

E' il secondo anno che il pathos per la vittoria finale del torneo avvolge l'Eccellenza Marche. Segno inequivocabile ed evidente della "potenza" delle squadre che vi prendono parte. Lo scorso anno toccò ad Ancona e Fermana, oggi è la volta di Maceratese e Tolentino. Due corazzate "l'un contro l'altra armata" (direbbe Manzoni) per assicurarsi il pass che porta direttamente alla serie superiore. Chi se lo aggiudicherà? Davvero impossibile fare un pronostico. Solo 5 giorni fa, con le 2 squadre appaiate a pari punti al vertice, la vittoria dei biancorossi sui cremisi nello scontro diretto sembrava aver spalancato un'autostrada "destinazione serie D" alla Maceratese che poteva amministrare un tesoretto di 3 punti di vantaggio sui rivali negli ultimi 270 minuti. E invece 3 giorni dopo, nell'ultimo turno infrasettimanale del campionato, basta un pareggio della Maceratese che il Tolentino, a valanga sul Real Montecchio, torna a -1. Torna soprattutto a mordere alle calcagna e a soffiare sul collo della Maceratese, che ora deve solo vincere, così come il Tolentino d'altronde!

Due squadre che è bene dirlo, non c'entrano niente con l'Eccellenza per le realtà territoriali che rappresentano, per il pedigree sportivo, per la qualità degli organici, per la serietà di ambedue le società e per la competenza dei quadri tecnici.
La Maceratese progettata più per fare bene che per vincere subito, è riuscita col lavoro e i risultati a riaccendere la passione degli sportivi dopo anni di delusioni e amarezze. Una squadra solida ed equilibrata costruita da quel vecchio lupo di mare di Claudio Cicchi e capitanata dall'esordiente Guido Di Fabio, un tecnico che con la sua umiltà, calma e preparazione è riuscito a infondere consapevolezza nei propri mezzi ai suoi uomini.
Ciliegina sulla torta, una presidentessa, Maria Francesca Tardella, tanto generosa nello spendere quanto passionale nel seguire il suo team.
Il Tolentino invece, forte di quanto di buono fatto nel precedente torneo, ha cambiato poco: a Tonici ha supplito Melchiorri, top player che merita altre e più alte categorie.
Il sapiente duo Sergio Giannini – Roberto Mobili ha puntato sull'esperienza di un nucleo granitico e sulla continuità col precedente torneo in cui i cremisi non sono certo stati baciati dalla Dea bendata: sconfitta ai rigori in finale Coppa Italia contro l'Ancona e sconfitta in finale playoff contro la Vis Pesaro. Amen.
Quest'anno la buona sorte sembrava sorridere: partenza in sordina, grande scalata alla vetta, vittoria della Coppa Italia regionale e primato in campionato. Poi, fuori dalla Coppa Italia nazionale al secondo turno e, se non bastasse, aggancio e per di più sorpasso della Maceratese in vetta. La diarchia Giorgio Longhi – Umberto Giorgi, due presidenti appassionati e seri, è sempre stata vicina ai suoi uomini nel male e nel bene e ha mantenuto il Tolentino e Tolentino ai vertici del calcio regionale in un periodo di vacche magrissime.
Insomma, due squadre non di soli giocatori, allenatori, direttori sportivi e presidenti/esse ma due squadre fatte di uomini e donne veri/e!
Due squadre che per quanto detto meriterebbero entrambe la serie D, invece come su Highlander "Ne rimarrà soltanto uno"...il migliore! In bocca al lupo!

*Co-conduttore "Le Marche nel pallone" di TVRS

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  Scritto da La Redazione il 27/04/2012
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