Castori e la rissa: "Sono stato vittima di una grande ingiustizia"

Uomo vero Fabrizio Castori (nella foto ai tempi dell'Ascoli). Sanguigno. Genuino. Marchigiano purosangue. Il suo Varese sembra tornato ai ritmi di inizio stagione e, dopo tre vittorie consecutive senza subire gol, è volato al quarto posto e vede più che mai possibile l’obiettivo playoff. E dire che solo qualche settimana fa era considerato a rischio: “Sentirsi in discussione fa parte del mestiere, ma nessuno in società ha mai parlato di esonero – ha sottolineato il tecnico di San Severino Marche alla 'Gazzetta dello Sport' - in fondo avevo perso col Sassuolo capolista, mi sembrava tutto molto strano. Erano solo voci che giravano. L’obiettivo dei playoff è qualcosa di realistico. Noi ci crediamo”.
Castori è tornato a parlare anche della clamorosa rissa (che gli costò 2 anni di squalifica) nella finale dei playoff di C1 del 2004 tra Cesena e Lumezzane, visto che uno dei calciatori coinvolti, Angelo Rea, domenica gli ha regalato i tre punti contro il Cittadella: “Lui ha pagato, io ho pagato, eppure si continua a parlare di quella storia. Ancora adesso sono convinto di essere stato vittima di una grande ingiustizia, senza dimenticare le cattiverie che nelle settimane successive sono state dette contro di me sui giornali e in tv. Per fortuna la faccenda non mi ha penalizzato, tanto che scontata la squalifica il Cesena mi ha fatto firmare altri due anni di contratto. Cinque campionati di fila: non succede tanto spesso. Diciamo che è stata una pausa formativa”.
Scritto da La Redazione il 13/12/2012



