Marco Giampaolo: "Ecco perchè ho detto no all'Ascoli"

ASCOLI PICENO. “Quando mi è arrivata la telefonata da Ascoli, per me non si trattava di una squadra di Lega Pro, ma dell’Ascoli e basta”. Parla Marco Giampaolo, il tecnico più amato dai tifosi dell'Ascoli.
“Ho accettato di parlare con la società - dice Giampaolo - perché avevo capito che c’era l’idea di una programmazione, cosa che a me andava benissimo perché si sposava in pieno con la mia visione del calcio, del lavoro che vado poi a svolgere. Mi è stato proposto un contratto di due anni, ho anche capito che non sarebbe arrivato un direttore sportivo e che sarebbe stata creata una rete di osservatori e questo l’ho ritenuto un aspetto positivo. Era anche una mia idea che però si sarebbe dovuta verificare tra un anno o forse due, perché in questo momento di sviluppo del club e della squadra secondo me occorre creare una struttura forte con un direttore sportivo, ma questa non è la visione della società e io la rispetto”.
Il motivo per cui è saltata la trattativa è stato la durata del contratto, oppure la questione economica? “Io ho stracciato un cospicuo contratto di tre anni e quattro mesi con il Brescia qualche mese fa, ho rinunciato al contratto altre volte, come a Cagliari quando non ci sono tornato dopo essere stato richiamato. Per quanto riguarda la durata, i due anni non sono in sintonia con il progetto o la programmazione e io avrei portato con me un paio di collaborato, ai quali sarebbe stato fatto un contratto di un anno. Non si possono avere dubbi su di me, io devo sentire la fiducia. Ad Ascoli mi sento come se stessi a casa mia, ma ho avuto l’impressione di andare incontro a un’esperienza zoppa, così ho preferito non rovinare quanto di buono sono riuscito a fare in passato nella piazza ascolana. Ad Ascoli si deve ricostruire la squadra e indovinare i giocatori giusti e per farlo occorre un lavoro lungo e impegnativo. Io come faccio in due anni? Così non mi si dà la forza che vorrei. Se io vengo all’Ascoli è perché si deve puntare su di me, senza se e senza ma. Altrimenti che ci vengo a fare? Se si sceglie Giampaolo, deve essergli data piena fiducia, di questo avrei avuto bisogno. Si deve trovare un punto di equilibrio in tutte le cose. Se non allenerò i bianconeri è perché il biennale non è compatibile con il progetto che la società vorrebbe sviluppare. Non posso essere un precario ad Ascoli, il progetto deve essere supportato da più anni lavorativi”.
Scritto da La Redazione il 28/04/2014




