Cacciatori: "Io aggredito e squalificato. Ecco i fatti di Fossombrone"
L'attaccante ascolano del Monticelli vuole dire la verità dopo la beffa delle 4 giornate di squalifica

Ha oltre 20 anni di carriera alle spalle, decine e decine di presenze tra i professionisti con Samb, Forlì, Imolese e Vis Pesaro, negli ultimi anni è stato tra i protagonisti in Eccellenza e Serie D con tante squadre importanti come Maceratese, Monturanese, Civitanovese, Fermana. Quest'anno è al Monticelli, e vuole dire la sua su quanto successo domenica a Fossombrone e (soprattutto) replicare alla sentenza del giudice sportivo che gli ha rifilato 4 giornate di squalifica per "aver sputato ad alcuni tifosi locali". Claudio Cacciatori (foto) ha una immagine da difendere e non vuole passare per come è stato descritto dal referto e per questo, su consiglio di un legale, sta pensando di adire a vie legali nei confronti del guardalinee. "Ho letto della sentenza e sono rimasto sbalordito - racconta il 33enne attaccante ascolano - mi ero ripromesso di non parlare più dei fatti di Fossombrone ma a questo punto mi vedo costretto a farlo per rispetto della società e della mia famiglia".
Cacciatori parla col cuore in mano: "Ho giocato su campi difficili come Taranto, Acireale, Benevento, Crotone, quello che era successo a Fossombrone le ho considerate delle stupidaggini e la cosa era finità li. Ma prendere un mese di squalifica quando sono stato io a subire un aggressione mi impone di raccontare la vicenda per intero". E racconta: "Terminata la partita mi sono diretto verso il tunnel e non c'è stato nessuno sputo: io non ne ho fatti e non ne ho ricevuti. Insulti sì, da 5-6 tifosi, ma nessuno sputo. L'unica cosa che ho fatto è che ho detto a 2-3 persone attaccate sulla balaustra che mi insultavano "continuate così, noi abbiamo vinto!". Tutto qui. C'erano 20-30 testimoni. Poi, appena ho messo piede nel tunnel, lì ho ricevuto uno sputo da un loro dirigente e a quel punto si è generato un parapiglia. Il terreno era scivoloso, io andando indietro sono scivolato sopra ad un mio compagno, e in quel momento ho ricevuto anche un calcio da uno di loro che si è rinchiuso in uno stanzino per poi essere identificato dai Carabinieri. A fine partita questa persona mi ha chiesto scusa! Io in tutta questa vicenda non ho fatto e detto niente, sono stato una vittima e devo difendere la mia professionalità". Da questa storia Cacciatori ne vuole uscire a testa alta, così come ha già fatto il portiere locale Giacomo Ditomaso a cui l'attaccante ascolano manda i complimenti: "E' stato un ragazzo squisito comportandosi in modo esemplare, a fine partita si è scusato con me per quello che era successo".
Scritto da La Redazione il 29/01/2015

















