BORGO SOLESTA'. Ivano Aloisi: il calcio fatto di passione e amicizia

ASCOLI PICENO. Campi dal fondo irregolare, orari scomodi, freddo pungente o pioggia battente: quante volte ci è capitato di assistere a partite giocate in condizioni al limite e chiederci cosa spinga i protagonisti a scendere comunque in campo? La risposta è una sola: la passione. Quella autentica, viscerale, che ti fa inseguire un pallone con l’entusiasmo di un bambino.
È la passione che tiene in vita migliaia di partite nei campionati dilettantistici, soprattutto tra Seconda e Terza categoria, dove ardore e determinazione spesso superano quelli del calcio patinato trasmesso dalle tv a pagamento. A questi “pasionari” del pallone non si può che rendere omaggio, applaudendo ancora più forte quando l’anagrafe segna quasi 40 anni ma la voglia di giocare resta quella dei venti.
In questo spirito si inserisce la scelta di Ivano Aloisi (foto), cognome importante nel panorama calcistico, protagonista in passato tra Serie D, Eccellenza e Promozione, che oggi ha deciso di rimettersi in gioco per dare una mano al Borgo Solestà nella corsa alla salvezza in Seconda categoria.
«Con Sergio De Marco e Cristiano Auriemma siamo cresciuti insieme, tirando i primi calci al pallone uno accanto all’altro — racconta Aloisi —. Sono amicizie nate da bambini e rafforzate negli anni. Siamo tutti vicini ai 40 e da qualche settimana Sergio è il nuovo allenatore, mentre Cristiano è un riferimento in campo. Mi hanno chiesto una mano e ho accettato senza esitazioni: credo di poter essere ancora utile e darò tutto me stesso in questa avventura».
I primi risultati stanno arrivando e aiutano a lavorare con maggiore serenità, ma per Aloisi il valore più grande è un altro: «È un ritorno alle origini, in un ambiente sano dove contano davvero i valori dello sport. Nessuna pressione, nessun obbligo soffocante: solo la voglia di divertirsi e di dare il massimo ogni volta che si entra in campo».
Il gruppo è un mix di giovani e giocatori di grande esperienza, uniti dallo stesso entusiasmo. «È encomiabile vedere con quanta dedizione tutti si allenano — prosegue — e osservare Alessandro Santini e Marco De Marco che a 45 anni guidano ancora il gruppo negli allenamenti, fa capire quanto il calcio sia molto più che correre e calciare un pallone».
È il calcio delle relazioni e della condivisione: una birra dopo l’allenamento, i commenti del dopo partita, la fatica e le risate nello stesso spogliatoio. Un gruppo di amici che lotta e sogna insieme, in una società che unisce sport, socialità e divertimento. Con un unico grido: avanti tutti insieme, Borgo Solestà!
Scritto da La Redazione il 03/02/2026















