CLAMOROSO! Protesta della Forcese: a Carassai finisce 63-0
Il presidente Flamini: "Sappiamo che si tratta di una decisione eclatante, ma siamo stanchi di subire continuamente decisioni penalizzanti"

Una protesta senza precedenti nel calcio dilettantistico marchigiano e nazionale. E' successo oggi pomeriggio, 29^ giornata di campionato del girone G di Terza categoria.
La squadra della Forcese, di scena a Carassai, è scesa in campo fin dal primo minuto scegliendo deliberatamente di non giocare, lasciando campo libero agli avversari e subendo un gol praticamente ad ogni azione offensiva.
Il risultato finale, incredibile e destinato a far discutere, è stato un pesantissimo 63-0.
Dietro quella che può sembrare una resa sportiva si nasconde invece un gesto plateale di protesta contro alcune decisioni arbitrali e federali che la società considera profondamente ingiuste.
Una posizione già anticipata nei giorni scorsi attraverso un duro comunicato pubblicato dopo la gara di sette giorni fa contro la Pro Calcio Ascoli.
Al termine della partita il presidente della Forcese, Fabio Flamini (foto), ha spiegato le ragioni della scelta:
“È una forma di protesta e capiamo che siamo di fronte ad una decisione eclatante: non è possibile rovinare la carriera di un giocatore comminando dieci giornate di squalifica senza prove concrete, come è successo nella partita contro la Pro Calcio.”
Il numero uno della società ha poi puntato il dito contro presunte disparità di trattamento all’interno del campionato:
“Ci sono squadre nel nostro girone che sono protette, i cui giocatori si permettono di sbeffeggiarci e non succede niente, nessun provvedimento.”
Parole pesanti anche nei confronti dell’organizzazione arbitrale:
“La Federazione deve alzare il livello. Non è possibile avere arbitri ragazzini di 16 anni che addirittura prendono consigli dai loro genitori a bordo campo e rovinano la reputazione di calciatori senza nessuna prova. O peggio ancora, passiamo per razzisti senza nessun riscontro oggettivo”.
Flamini ha voluto sottolineare i sacrifici che, a suo dire, le piccole realtà sportive affrontano ogni stagione:
“Noi dirigenti di squadre di piccoli paesi facciamo sacrifici tutto l’anno, togliamo tempo alle famiglie e ai nostri impegni quotidiani, e poi ci troviamo in queste situazioni spiacevoli.”
La vicenda è destinata a far discutere nelle prossime settimane. Il gesto della Forcese, estremo e clamoroso, riaccende il dibattito sulle difficoltà del calcio dilettantistico, sulla gestione arbitrale e sul rapporto tra società minori e organi federali.
Scritto da La Redazione il 16/05/2026















