Nelle zone montane la crisi è più dura anche per il calcio
Nell'entroterra fermano-ascolano si rischia di non andare oltre la Seconda categoria

Periodo di iscrizioni e ripescaggi nel calcio dilettantistico marchigiano, momenti di fibrillazioni, di entusiasmi e cocenti delusioni. Ma purtroppo non tutti possono sognare un futuro radioso, magari in categorie superiori. Probabilmente anche a causa della difficile congiuntura economica che vive attualmente il nostro paese, ci sono zone dove il calcio sta lentamente ma inesorabilmente perdendo terreno e di conseguenza aumentano le sofferenze delle squadre iscritte ai vari campionati. Le aree più disagiate sono naturalmente quelle dell'entroterra, le quali per motivi anche logisti, devono fare i conti non tanto con i ripescaggi o le promozioni, ma con le difficoltà ad iscriversi. Piuttosto difficile ed emblematica la situazione nell'area dell'entroterra ascolano-fermano dove tutte le squadre stanno facendo una fatica terribile per andare avanti. Ad Amandola dopo la cessazione della locale società, si è ripartiti dalla Terza categoria che vedrà anche quest'anno al via gli amaranto con l'ambizione, si spera, di provare a risalire almeno una categoria. Il Comunanza dopo la promozione in Prima categoria, sta vivendo un'estate di passione e le ultime notizie parlano di dimissioni in massa della dirigenza e titolo sportivo in mano all'Amministrazione Comunale che entro il 24 Luglio, dovrà cercare un gruppo di persone disponibili a ripartire. Ricordiamo che di Comunanza sono altre due società che dovrebbero iscriversi al campionato di Terza categoria: lo Sporting Comunanza e il Croce di Casale. A Force dopo alcune stagioni abbastanza brillanti, da alcuni anni non si sta andando oltre la Terza categoria. A Venarotta dopo le grandi prestazioni degli ultimi anni, sembra che sia in atto un vero e proprio esodo, di gran parte della società e di tutti i calciatori verso il Ciabbino, con conseguente rischio estinzione della società giallorossa. Il Roccafluvione è appena retrocesso in Terza categoria, nutre qualche speranza di ripescaggio ma dovrà aspettare ed i tempi sono piuttosto lunghi. Il Ponte d'Arli dopo alcune ottime stagioni, già dalla scorso anno ha abbandonato ogni tipo di attività, resta la squadra del capoluogo, l'Acquasanta che facendo fronte a grandi difficoltà e con una rosa composta quasi tutta di elementi locali, riesce a mantenere, sia pure con grande sacrificio la Seconda categoria. Ad Arquata, dopo i fasti durati lo spazio di un momento, il calcio esiste solo a livello amatoriale. Stando così le cose e se da Comunanza e Venarotta non arriveranno segnali diversi e cambiamenti di rotta, in un vasto territorio dell'entroterra si giocherannosolo gare di Terza categoria o al massimo di Seconda ad Acquasanta. Un pedaggio ulteriore, oltre a tanti altri di natura logistica che le zone montane, già disagiate, sono costrette a pagare alla crisi che stiamo vivendo.
Nella foto: uno scorcio dello Stadio di Amandola
Scritto da Giuliano Santucci il 07/07/2015















