ALLENATORI, I PIU' BRAVI SONO A SPASSO. Dov'è la meritocrazia?

Peppino Amadio, Luigi Zaini, Fabio Carucci, Dario Ruben Bolzan, Claudio Pierantozzi, Massimo Paci, Osvaldo Jaconi, Massimo Busilacchi, Simone Pazzaglia, Antonio Mecomonaco, Angelo Cetera, Francesco Bacci, Matteo Ruffini, Massimo Appignanesi... Ce ne sono altri, la lista è lunga. Allenatori bravi, preparati, qualcuno di loro ha pure vinto il campionato, ma fermi ai box, senza squadra. E non per scelta. Loro a casa, altri (meno preparati ma nel "giro giusto", per dirla alla Lazzaro Gaudenzi, altro tecnico illustre ancora in stand by) ben seduti in panchina. Non conta la storia personale di ognuno, i successi, la preparazione, i corsi frequentati, i premi vinti, spesso conta lo sponsor che porti, la raccomandazione giusta, la spinta. Anche nel futbol, come nella vita, trionfa il maledetto familismo italico! A questo gioco sporco uno come Danilo Tacchi (ex Filottrano e San Biagio) ha preferito dire basta ed è tornato ad allenare in Terza categoria. Un altro come Amadio, due anni fa vincitore con l'Atletico Piceno, è sul punto di lasciare: "A vedere quello che succede viene la voglia di mollare tutto...". Quando il dilettantismo scimmiotta i pro, è la fine: procuratori famelici di mezze tacche, venditori di fumo che illudono (e prosciugano) i conti in banca dei presidenti, giocatori con poca personalità che affidano a loschi personaggi il loro destino: "Trovami squadra, poi ti giro qualcosa". Ma il merito dov'è? Dov'è la benedetta meritocrazia che dovrebbe partire dalla panchina fino all'area di rigore? Ecco allenatori catapultati in Promozione o Eccellenza spinti non si sa da quale forza misteriosa e pseudo giocatori che con una misera presenza in quarta serie (anche un minuto da under) millantano "Io ho giocato in Serie D!". Ragazzi, torniamo per un attimo sulla Terra, investiamo sui vivai, valorizziamo i talenti di casa nostra, guardiamo il merito e la preparazione quando si deve scegliere un allenatore, puntiamo su giocatori bravi ma soprattutto uomini, solo così potremmo tutti dare un senso a questo sport.
(g.g.)
Scritto da La Redazione il 08/07/2016




