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Edizione provinciale di Ascoli Piceno


Pol. Appignano del Tronto: La verità sui fatti con Collisportvillage

La società tiene a precisare sulla vicenda che ha coinvolto un loro giocatore ed il portiere della squadra avversaria. Il Comunicato

La Redazione di Marcheingol.it riceve e pubblica il seguente comunicato della A.S.D. Polisportiva Appignano del Tronto in merito all'articolo pubblicato venerdì 1 febbraio 2019 (LA SENTENZA. Tolte 10 giornate di squalifica per insulti..."razzisti"):

"Abbiamo appena appreso, tramite un nostro tesserato, che nel portale web e pagina Facebook di Marcheingol è apparso un articolo (sulla prima pagina!) relativo alla sentenza della Corte Sportiva d’Appello Territoriale che ha tolto la squalifica al giocatore Fabio Urbini del Collisportvillage (di seguito riportato: fonte citata Il Resto del Carlino). Tralasciando la fantasia o mala fede di chi ha scritto il titolo, che riporta insulti...”razzisti” come ad intendere che non sono stati fatti insulti di tipo razziale mentre nell’articolo è scritto chiaramente che il giocatore conferma di aver detto “vattene, extracomunitario”, la presente per chiarire come sono andati realmente i fatti. Non ci interessa la conferma o meno delle giornate di squalifica al giocatore avversario, ciò che ci ha colpito e sconcertato è la ricostruzione dei fatti, sbandierata sui giornali e sui siti web… e soprattutto il fatto che sia stata accettata senza alcuna verifica, proprio da coloro che decidono le sorti di chi il sabato scende in campo, solo per trascorrere due ore di spensieratezza, trattandosi di amatori allo stato puro! Dalla parole riportate nell’articolo sembra che il nostro tesserato (italiano di origine marocchine), SENZA ALCUN MOTIVO, abbia aspettato l’avversario alla fine della partita per colpirlo, scegliendolo tra tutti gli altri… ma per quale motivo? Forse perché era quello che giocava con la maglia di un altro colore? Invece la verità è che, subito dopo aver ricevuto il cartellino rosso, il nostro tesserato ha chiesto spiegazioni all’arbitro sulle motivazioni di una sanzione così severa per aver commesso un semplice fallo di gioco. L’arbitro gli ha risposto che “due calcetti fanno l’espulsione” … la conversazione tra l’arbitro ed il nostro tesserato è avvenuta nei pressi dell’area di rigore avversaria. Come purtroppo spesso avviene, il portiere si è inserito dicendo al nostro tesserato “VAI FUORI IMMIGRATO DI MERDA”. L’arbitro, stranamente, non ha sentito questo insulto.
Alla fine della partita il sottoscritto glielo ha fatto notare, in modo un po’ brusco, e per questo la Società ha avuto anche una multa di € 50. Alla fine della partita, EFFETTIVAMENTE, il nostro tesserato ha provato a innescare una rissa con l’avversario, ma è stato subito bloccato da tutti i presenti (compagni di squadra ed avversari). Ha tentato la rissa soltanto perché era ancora arrabbiato, non per l’espulsione ma per l’insulto ricevuto. Durante questa fase di parapiglia il giocatore avversario ha ripetuto più volte lo stesso insulto, come da lui anche confermato nell’articolo,dove però ha usato parole edulcorate rispetto alla realtà. Tutti i presenti hanno sentito questi insulti, compreso l’arbitro. Alcuni componenti della società Collisportvillage hanno tentato di depistare l’arbitro, dando indicazioni su altri loro tesserati, perché ben sapevano che il loro portiere avrebbe pagato le conseguenze delle sue parole con una sanzione (squalifica di una o più giornate). E’ assurdo che nell’articolo addirittura il giocatore Fabio Urbini si dichiari come provocato dal nostro tesserato, quando durante lo svolgimento dell’intera partita è stato lui protagonista di numerose provocazioni gratuite verso i nostri giocatori, al fine di farli innervosire e farli reagire! Invece secondo quanto detto dal giocatore ed accettato dalla Commissione di Ancona sarebbe quasi un martire della jihad!!!!! Facciamo invece presente che il nostro tesserato, pur essendo cresciuto in Italia ed a tutti gli effetti cittadino italiano, durante gli incontri di calcio subisce praticamente sempre insulti a causa del suo aspetto fisico (che ne rileva l’origine marocchina). Recentemente è riuscito a non reagire ad insulti simili durante una partita di Campionato, ed è stato per questo oggetto di complimenti da parte nostra. Sicuramente ha sbagliato a cercare la rissa con l’avversario ma di certo non è lui il provocatore!!!! In prima persona ed anche come Presidente della ASD Polisportiva Appignano del Tronto, mi batto da sempre contro ogni discriminazione, specialmente in questo periodo storico in cui sembra essere tornato di moda prendersela con il “diverso”.
Come presidente mi sento quindi in dovere di difendere il mio tesserato non solo come giocatore, ma soprattutto come persona.
Dato che chi sta “ai vertici” non si preoccupa di verificare la veridicità dei fatti, non avendo effettuato nessun tipo di confronto né avendo preso informazioni oltre al “gran lavoro dell’avvocato Christian Schicchi”, ci sentiamo obbligati almeno a far conoscere la verità. Inoltre, anziché assumere un altro avvocato o chi per lui, visto che non ci interessa la giustizia sportiva, ma quella morale, come protesta e per non far terminare con un nulla di fatto questa vicenda, il sottoscritto si assume tutte le responsabilità di non far giocare la partita di ritorno contro la Collisportvillage, facendo mettere a verbale all’arbitro le motivazioni.

PS: sicuramente anche la Federazione non è esce bene da questo articolo…"

Giuseppe Albertini, presidente A.S.D. Polisportiva Appignano del Tronto

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  Scritto da La Redazione il 02/02/2019
 

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