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Edizione provinciale di Fermo


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Monterubbianese, la Promozione è il capolavoro di Francesco Romanelli!

Il tecnico biancorosso: "Un'impresa fantastica, arrivata senza snaturarci. La svolta? Le vittorie con Azzurra e Amandola. La dedica? Ad Andrea Attorresi e Roberto Straccia"

MONTERUBBIANO. Una prima volta assoluta. E’ quella che attende la Monterubbianese fresca di impresa per l’accesso in Promozione. “Se pensiamo che il prossimo anno affronteremo Civitanovese e Maceratese mi viene da pensare: ma che abbiamo combinato?”. Sono queste le prime parole ancora incredule di Francesco Romanelli, giovane tecnico monterubbianese doc che ha scritto insieme ai suoi ragazzi e al papà Lorenzo (presidente appassionatissimo) una pagina storica per il club fermano.

Francesco, come hai vissuto questi ultimi 90 intensissimi minuti con il Villa Sant’Antonio?
“Partiamo dai giorni precedenti. Ai ragazzi per tutta la settimana precedente avevo iniziato a dire “gustatevi ogni attimo di questa vigilia e della gara. Giochiamocela fino in fondo e soprattutto godetevela”. Lo hanno fatto veramente al meglio, ci siamo arrivati anche bene. Avevamo anche un piccolo vantaggio psicologico: nella peggiore delle ipotesi ci saremmo giocati lo spareggio. E sono felice di avermela giocata proprio con il Villa Sant’Antonio: erano una delle squadre meglio organizzate del girone e non avevamo, nessuna delle due, il favore di pronostici. Novanta minuti belli e intensi, giocati con pochi calcoli e la voglia di superarsi. Onore a noi ma soprattutto a loro”.

Dopo aver vinto la Seconda categoria, avete sembrato non sentire troppo il salto di categoria. Giusto?
“Lo abbiamo sentito all’inizio perché subito non siamo partiti benissimo ma abbiamo preso presto confidenza e consapevolezza di quello che potevamo fare, in estate abbiamo messo elementi giusti in rosa. Poi a dicembre siamo rimasti in 19, forse un po’ corti: la rosa era buona, la classifica anche e pensavamo fosse sufficiente per il nostro obiettivo di restare in categoria. Non pensavamo di giocarci questo sogno fino alla fine. Per questo, se andate a vedere le presenze, tutti hanno dato un grandissimo contributo, tutti sono stati determinanti”.

Qual è stato il momento decisivo, quello in cui hai pensato “possiamo fare qualcosa di grande”?
“Ci sono state due trasferte consecutive a dicembre, nel giro di pochi giorni, subito dopo finestra di mercato. Mi riferisco a quella in casa dell’Azzurra Mariner vinta 3-2 dopo essere andati sul doppio svantaggio e poi il 2-0 in casa dell’Amandola. Li ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che ce la potevamo giocare con tutti. Poi è arrivata una serie di risultati utili che ci ha portato in vetta alla fine del girone di andata. Nell’ultima parte di stagione abbiamo anche sciupato tante occasioni per chiudere i conti prima ma anche i nostri avversari ne hanno avute alcune per rimontare, mancandole anche loro”.  

Quel rallentamento finale, cosa è avvenuto secondo te?
“Ci è venuto il braccino: in rosa avevamo alcuni elementi esperti che ne hanno affrontati di momenti decisivi ma anche altri che gare come quelle non le avevano mai vissute. Quando ti trovi a giocarti situazioni simili, alla fine di un campionato così intenso, la pressione la possono sentire tutti soprattutto quando non parti non per vincere. Ai miei ragazzi non so però cosa poter chiedere di più: me li abbraccerei e li bacerei tutti quanti. La cosa che mi rende ancora più orgoglioso è che non ci siamo snaturati salendo di categoria: ce la siamo giocata con tutti in Seconda e anche in prima abbiamo continuato a giocarcela a viso aperto senza paura”.

Ed ora cosa vi attende nell’immediato?
“Intanto stasera allenamento e grigliata tra di noi (sorride, ndr) anche se i festeggiamenti ci sono stati e pure molto importanti. Poi andremo avanti con il titolo regionale e poi qualcosa si farà per celebrare questa impresa storica. Mai siamo stati in Promozione ma soprattutto mai ci eravamo neanche salvati in Prima categoria”.

E alzando un po’ lo sguardo, quali difficoltà prevedi per la Promozione?
“I primi due scogli che mi vengono in mente sono l’inserimento degli under in squadra e poi anche la Juniores che da regolamento va fatta, pena la multa. Sarebbe l’ideale riuscire a crearne una ma non avendo settore giovanile forse dovremmo appoggiarci a qualche squadra. In alternativa creare una rosa giovanile con ragazzi del circondario che hanno voglia di crescere che poi è un po’ la fisionomia che cerchiamo di dare anche in prima squadra. Vediamo, ora ci guarderemo bene intorno e decideremo il da farsi”.

A chi vuoi dedicare, in conclusione, questa vittoria?
“Ce ne sarebbero veramente tante: a partire dalla società, al direttore Claudio Salvi, ai miei fantastici ragazzi, a tutti coloro che hanno contribuito in qualche modo al nostro successo e ovviamente alla mia famiglia. Le due dediche cui tengo di più sono quelle ad Andrea Attorresi e a Roberto Straccia, due ragazzi che in vita si sono incrociati con la storia della Monterubbianese e con la mia personale. Questa vittoria è dedicata a loro e anche merito loro perché ci hanno insegnato tanto, aiutandoci ad arrivare dove siamo ora”.

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  Scritto da La Redazione il 21/05/2019
 

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