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Edizione provinciale di Ascoli Piceno


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Terminare la stagione in tempo di Coronavirus. Sarà un'impresa!

Porte aperte o porte chiuse, in Prima, Seconda e Terza categoria e nelle giovanili arrivare alla fine non sarà affatto semplice

Nella giornata di ieri abbiamo sentito i dirigenti di alcune società dell'Eccellenza in merito al blocco dei campionati ed alla possibilità di giocare le gare a porte chiuse. Tale eventualità sembra raccogliere la maggioranza dei consensi, anche se non mancano i distinguo e le valutazioni generali sulla salute dei tesserati. Ammesso che si voglia battere questa strada, dall'altra sera sorge anche un altro problema di non semplice soluzione.

Nel Decreto governativo si dice chiaramente che sono sospesi fino al 3 Aprile tutti gli eventi di qualsiasi natura svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone e dove non possono essere rispettate le distanze minime. In base a questo principio, già diverse Amministrazioni Comunali hanno provveduto alla chiusura degli impianti e pertanto, come dovrebbero fare le squadre per allenarsi ed eventualmente giocare a porte chiuse? Ma c'è di più, in un altro passaggio dello stesso Decreto si legge: “...le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano...”. In sostanza, ammesso e non concesso, che le Amministrazioni Comunali tengano aperti gli impianti per allenamenti e partite a porte chiuse, come farebbero le società a garantire i tesserati sui rischi di contrarre il virus? E se poi qualcuno venisse davvero contagiato chi ne dovrebbe rispondere?

Inoltre, sempre in caso di un malaugurato contagio, si andrebbe inevitabilmente all'immediata sospensione dei campionati, a quel punto senza più soluzioni. Facciamo un esempio per maggiore chiarezza, tirando in ballo per scaramanzia due squadre professionistiche che tutti conoscono. Domenica sera si giocherà Juventus – Inter a porte chiuse, a certi livelli è senz'altro la soluzione più giusta, ma facciamo una riflessione: lunedi dopo la gara, un giocatore della Juve e uno dell'Inter accusano dei sintomi e nel giro di pochi giorni si accerta che hanno contratto il COVID-19, che succede? Tutti vengono chiusi dentro casa, quarantena per i tesserati delle due squadre e per i loro accompagnatori e campionato di Serie A che chiude i battenti fino a data da destinarsi. Stiamo parlando di un torneo importante, ma con sole 20 società, cosa accadrebbe nei dilettanti dove ci sono circa 1 milione di calciatori tesserati? Riteniamo sia molto difficile trovare una soluzione e non invidiamo affatto chi nei prossimi giorni si troverà tra le mani questa patata bollente. Restiamo convinti che la salute degli individui sia il bene supremo, ma nello stesso momento non ce la sentiamo di condannare chi vorrebbe andare avanti e provare a portare a termine la stagione.

Ci diceva ieri il presidente del Chiesanuova Luciano Bonvecchi: “Non possiamo rinunciare a vivere per paura di morire!”. In base a questo principio e contando sulla collaborazione di tutti, forse si potrebbe provare nei campionati maggiori (Eccellenza e Promozione) a giocare a porte chiuse, sperando che non ci siano contagi, ma nel caso ciò accadesse e la situazione dovesse peggiorare, si potrebbe esaminare la proposta del presidente del Corridonia Sandro Procaccini: “Proviamo a giocare, se la situazione precipita, il campionato termina con la classifica attuale e, solo se ci fossero le condizioni, si potrebbe pensare al limite alla disputa di play off e play out”. Alla fine se proprio non si riuscisse a ripartire, chi di dovere, potrebbe anche decidere di annullare completamente la stagione e se ne riparlerebbe dopo l'estate. Al di la di tutto dobbiamo anche considerare un'altra eventualità: se i campi da gioco restano chiusi fino al 3 Aprile o comunque ci sono grosse difficoltà per allenarsi e fare delle partitelle, tra un mese come sarà possibile riprendere l'attività come se nulla fosse accaduto e portare a termine la stagione?
Nella foto: lo Stadio "Diana" di Osimo

 

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  Scritto da La Redazione il 06/03/2020
 

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