CASETTE D'ETE, si chiude un'era: Mattia Barbizzi dice addio al calcio

Un simbolo, un leader, un punto di riferimento. Dopo 14 stagioni vissute con un'unica maglia, quella del Casette d'Ete, il capitano Mattia Barbizzi ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo, chiudendo una lunga e intensa carriera tutta in biancorosso.
Una notizia che da tempo circolava nell'ambiente del Casette e che ora è diventata ufficiale. La società ha voluto salutare il proprio capitano con parole di grande affetto, ricordandolo come un esempio dentro e fuori dal campo: «Mattia è stato per tanti anni un leader, un punto di riferimento, un esempio, un capitano vero per la squadra in campo e nello spogliatoio e un beniamino indiscusso della tifoseria biancorossa. Oltre ad essere un ottimo calciatore è soprattutto una gran bella persona e al Casette ha dato tantissimo».
A spiegare le ragioni della sua scelta è stato lo stesso Barbizzi attraverso una lunga lettera rivolta a compagni, dirigenti e tifosi. «Dopo tanti anni è arrivato il momento di salutare il calcio giocato. Una decisione che porta con sé emozioni contrastanti: tristezza per ciò che lascio, ma anche gratitudine infinita per tutto ciò che ho vissuto», scrive il capitano.
Nel suo messaggio ripercorre tutta la sua avventura iniziata grazie all'allora presidente Corradini e a mister Ronaldo Greci, che lo convinsero a continuare a giocare proprio con il Casette. «Ho avuto la fortuna di indossare una sola maglia per tutta la mia carriera. Questa non è stata soltanto una squadra, ma una famiglia, una casa, una parte della mia identità. Qui sono cresciuto come calciatore, ma soprattutto come uomo».
Parole di riconoscenza sono dedicate ai compagni di squadra, agli allenatori, alla società, ai tifosi e alla famiglia, con un pensiero speciale alla futura moglie, che lo ha accompagnato e sostenuto anche nei momenti più difficili, segnati dagli infortuni.
Infine il messaggio rivolto al futuro del club e ai giovani che raccoglieranno la sua eredità: «Spero di essere stato all'altezza del compito e di aver trasmesso alle future generazioni l'attaccamento alla maglia. Perché noi semo li "casettà"».
L'addio al calcio giocato, però, non significa un distacco dal mondo biancorosso. Barbizzi chiude infatti la sua lettera con una promessa: «Non dirò addio, perché una casa non si lascia mai davvero. Dirò semplicemente arrivederci, con il cuore pieno di orgoglio e riconoscenza. Grazie a tutti per aver fatto parte di questo viaggio indimenticabile. Forza Casette».
Si chiude così una delle storie più belle del Casette d'Ete degli ultimi anni, quella di un capitano che ha scelto di vivere tutta la propria carriera con gli stessi colori, diventando uno dei simboli della società e lasciando un'eredità fatta di passione, appartenenza e amore per la maglia.
Scritto da La Redazione il 29/06/2026















