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Edizione provinciale di Ancona


Lo sfogo di Giovanni Anconetani: "Dalla Jesina nessuna chiamata"

Il rammarico del portiere leoncello per non sapere ancora quale futuro lo attenda

JESI. Consegna il suo sfogo ai social Giovanni Anconetani, come tutti i ragazzi della sua età, lui classe '01, portiere della Jesina. Anconetani, jesino doc e tifoso dei leoncelli da generazioni, a detta sua, non ha ricevuto nessuna chiamata dalla società per capire quale futuro sportivo lo attenda. 


Lo sfogo di Anconetani:

Ringrazio a tutti.
Alla mia famiglia, che mi ha sempre supportato.
A mio padre e mio fratello, anche loro giocatori della Jesina, che sono stati per me fonte d’ispirazione.
A Lucrezia, la mia fidanzata, che c’è sempre, sempre, sempre stata.
Ai miei amici, anche se non molto presenti allo stadio, sempre pronti a chiedermi come andava con il calcio.
Ai ragazzi della Curva, che non ci hanno MAI lasciato soli e ci sono sempre stati vicino macinando km su km, portando e difendendo orgogliosamente il nome di Jesi in giro per l’Italia.
Ad ogni mio compagno di squadra, con cui ho condiviso momenti indimenticabili dentro lo spogliatoio.
Ad ogni mio allenatore e dirigente, che mi ha dato questa possibilità e mi ha accompagnato in questo lungo viaggio, facendomi crescere.
A Lucio, Sandro, Andrea, più di semplici mister.
A Primo, Claudio, Ennio, Sergio che non ci hanno mai fatto mancare niente e sono la vera anima della Jesina.
A chi non c’è più, Gilberto, Sandro e Celeste, che hanno sempre creduto in me e mi hanno spinto a dare il massimo e a non mollare.
Ho avuto la fortuna di realizzare il mio sogno da bambino, giocare con la maglia della mia Città, dal Settore Giovanile alla Prima Squadra. Dalla prima panchina a Campobasso a 16 anni ad oggi, passando per la prima partita in casa e vittoria per 1 a 0 contro il Matelica, al Manuzzi contro il Cesena con più di 10mila spettatori, al Derby vinto contro l’Ancona dopo 37 anni, alla Finale Play Off di quest’anno. Orgoglioso di aver avuto la possibilità di indossare la maglia con il Leone rampante di Jesi.
In questi ultimi anni, ho trascorso più tempo allo Stadio che a casa, ho passato più tempo con i miei compagni che con la mia famiglia.
Ho sempre messo prima la squadra e poi me stesso, nelle vittorie non mi sono mai permesso di prendere la scena, mentre nelle sconfitte e nei momenti più difficili, ci ho sempre messo la faccia, anche versando lacrime, nonostante fossi uno dei più piccoli o non fossi in campo. Sempre pronto a fine partita a richiamare la squadra per andare a salutare e ringraziare i nostri tifosi.
Ho cercato di ONORARE e DIFENDERE questi colori il più possibile, andando contro, anche a muso duro, ad avversari che si permettevano di prendere in giro i miei compagni o i nostri tifosi.
Per la Jesina ho dato tutto quello avevo e che potevo dare, senza mai risparmiarmi, facendo sacrifici, mettendola sempre prima di tutto.
Fin dal primo momento, ho cercato di far capire ad ogni mio compagno l’importanza della MAGLIA della Jesina, di quanta passione ci sia in questa piazza e dell’entusiasmo che siamo riusciti a riportare, soprattutto quest’anno, creando un rapporto speciale tra Squadra e Tifosi che è molto raro e che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona.
Dall’EMOZIONE UNICA di correre verso la curva, i miei amici, ed esultare tutti insieme a fine partita, all’emozione di quando vai in giro con il pullman della Jesina e le macchine suonano, alle persone che quando ti vedono in giro ti chiedono qualcosa della squadra o ti scrivono messaggi per darti forza, ai bambini allo stadio che ti riconoscono in giro e ti salutano… Emozioni che non scorderò mai.
In questi anni, ne ho vissute veramente tante, dalle delusioni più dolorose alle vittorie più belle. Vedendo più di una volta cambiare Presidente e Dirigenti, allenatori e preparatori e più di 100 giocatori. Io ci sono sempre stato, rimanendo anche l’unico ragazzo di Jesi in rosa.
Io l’unico che è rimasto negli ultimi 6 anni, uno dei ragazzi, di quest’anno, con più presenze con questa maglia, mi aspettavo almeno una telefonata per sapere del mio futuro. Dalla fine del campionato, 22 maggio, ad oggi sono l’unico ragazzo della squadra a non aver ricevuto una telefonata diretta e notizie sulla scelta della società.
Quest’anno ho masticato veramente amaro, ma nonostante ciò ho dato tutto me stesso per la squadra. Mi sono messo a completa disposizione senza mai mettere il muso ma cercando di essere più utile possibile, aiutando i miei compagni, facendomi trovare pronto e provando ad essere un ESEMPIO.
Mi auguro che i ragazzi di Jesi abbiano il giusto riconoscimento, che il progetto li veda protagonisti e non solamente comparse. Perché sono loro a vivere la città e a metterci sempre la faccia. L’obiettivo principale dovrebbe essere la crescita personale del ragazzo e del calciatore, non solamente a parole ma con i fatti. Non essere utilizzati per un paio di anni per poi essere lasciati in balia del proprio destino.
Come già detto, per me la Jesina è stata CASA, FAMIGLIA, un SOGNO da bambino.
Da tifoso a giocatore, non c’è un giorno che passi senza che parli della Jesina.
Spero di aver lasciato un buon ricordo di me, di essere stato un esempio, sia dentro che fuori dal campo.
È veramente un piacere aver fatto parte della Storia di questa maglia storica, emozioni indimenticabili che porterò sempre dentro di me.
Consapevole che ancora avrei potuto dare tanto, mi auguro di poter continuare a dimostrare quanto valgo!
“Bianco Rosso è il nostro cuore,
BiancoRosso sempre sarà..”

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  Scritto da La Redazione il 01/07/2022
 

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